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EDITORIALE – “La prima pietra sotto la pioggia, i cittadini sotto i problemi e i politici sotto il palco: cronache dall’ospedale che (forse) verrà”

7 mesi fa

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Ci siamo già occupati della posa della prima pietra del nuovo ospedale di Sessa Aurunca. Oggi, a mente fredda e scarpe asciutte, torniamo sull’argomento. Perché, al di là della passerella e delle foto di rito, vale la pena capire cosa resta davvero di quella giornata. Spoiler: più ombrelli che speranze. L’amministrazione comunale ha dimostrato più senso delle istituzioni della stessa Regione. Sindaco, vicesindaco e presidente del consiglio, sotto la pioggia e senza paracadute politico. De Luca e Oliviero, invece, non hanno rischiato nemmeno un raffreddore: rifugio immediato nel salone dei quadri, comodi al coperto, a ripetere i soliti discorsi di sempre. Partecipazione popolare non politicizzata? Quasi inesistente. Evidentemente la fiducia nella politica, qui, è già evaporata da tempo. Il resto lo conosciamo. La promessa dell’ospedale non è nata ieri: era già spuntata in piena pandemia, con De Luca che fingeva di non sapere neppure dove fosse Sessa Aurunca. Un colpo di teatro per dire: “Vedete? Io costruisco pure dove lo Stato non c’è mai stato”. Applausi. E poi silenzio. Oggi quel seme di speranza ha trovato il cemento di una pietra. Ma la domanda resta: chi avrà voglia di annaffiarla davvero?Nel frattempo, la realtà è un’altra. Il San Rocco ridotto all’osso, reparti chiusi, pronto soccorso lento, personale allo stremo. Le ambulanze ferme, i servizi affidati ai privati, le liste d’attesa infinite. E i cittadini, per curarsi, costretti a pagare cliniche private. Mammografie a 200 euro per chi sospetta un tumore: chi ha soldi vive, chi non li ha aspetta. Con una mano si smantella, con l’altra si promette. È il vecchio gioco: nascondere i problemi sotto una pietra. E la gente lo sa. Per questo la vera domanda non è quando sarà costruito l’ospedale, ma da chi. Perché ora che la prima pietra c’è, chiunque governerà la Campania sarà costretto, almeno per propaganda, a completare l’opera. Sinistra, destra o chi verrà: tutti avranno un tornaconto nel dire “noi ci siamo riusciti”. Non per la salute dei cittadini, ma per lo slogan.

Ed è questo il punto. La pietra oggi serve solo per le foto, domani servirà per i comizi. Nel frattempo, i cittadini continuano a pagare di tasca propria o a restare in lista d’attesa. In barba alla Costituzione, alla dignità e persino al buonsenso. La propaganda, invece, funziona sempre: eterna, resistente, utile quanto la pubblicità in TV. Che poi lo sappiamo tutti a cosa serve davvero: a fare una corsa in bagno.

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