Oggi: 03 Mag, 2026
fiorillo
fiorillo

Pignataro Maggiore – “Mi vergogno, ma non taccio”: la lettera di Rosanna Fiorillo sulla strage di Gaza

7 mesi fa

0:00

Una voce che nasce dal dolore e dall’indignazione. Una vita trascorsa a insegnare valori di solidarietà, rispetto e giustizia, oggi trasformata in un grido accorato. L’insegnante Rosanna Fiorillo di Pignataro Maggiore, ha deciso di affidare a una lettera il proprio sdegno di fronte alla guerra in Medio Oriente e alle scelte del governo italiano. Parole che arrivano dritte, senza mediazioni, mosse dalla coscienza di chi non riesce più a restare in silenzio davanti a quello che definisce un genocidio. Una testimonianza che scuote e invita a riflettere sul senso di umanità, di memoria e di responsabilità collettiva.

Non si può più stare zitti! Non si deve! Mi vergogno profondamente di essere italiana, non mi sento assolutamente rappresentata da un governo che, di fronte a un massacro perpetrato con freddezza e lucidità dall’esercito israeliano da ormai due anni, continua ad assumere un atteggiamento ambiguo, pur di non perdere i favori degli Stati Uniti d’America. Mi vergogno perché di fronte a tale spietato e glaciale calcolo di opportunità, la Meloni e i suoi ministri hanno ormai svelato il loro volto e la loro reale disumanità anche a quanti, fino ad oggi, si sono lasciati ammaliare dal loro canto di sirene. Il viscido e stomachevole vassallaggio dimostrato nei riguardi di Trump e del dio denaro ha macchiato in modo indelebile la credibilità e l’orgoglio del nostro popolo, già così duramente provato dal Ventennio Fascista, dalle leggi razziali e riscattato col sacrificio dei partigiani e di quanti diedero la vita per la libertà e per un ideale di giustizia e di fratellanza. Mi vergogno di ritrovarmi, oggi, a dover constatare che ormai l’informazione viene manipolata a uso e consumo della maggioranza di governo, la televisione (fatta eccezione qualche emittente) e i maggiori quotidiani nazionali stravolgono la realtà pur di appoggiare la linea dettata dal potere. Eppure, di fronte a un genocidio evidente, la coscienza di un popolo non sono riusciti a zittirla del tutto. Le manifestazioni spontanee da Nord a Sud del Paese lo dimostrano con chiarezza. Non servono demografi per attestarlo, come vorrebbe Mieli che parla dai comodi salotti televisivi dove ormai è di casa, ma parlano le immagini terrificanti che giungono quotidianamente nelle nostre case da Gaza,(anche grazie al sacrificio di coraggiosi giornalisti morti sul campo) senza veli, senza trucchi, senza filtri, quelle immagini che mostrano un popolo martoriato, ridotto alla fame, dilaniato dalle bombe che Meloni, Tajani, Salvini e company contribuiscono ad annientare grazie all’appoggio incondizionato a Trump, a Netanyahu e al loro scellerato progetto di distruzione. Il grido di dissenso che si è levato unanime nelle piazze stracolme, soprattutto di giovani, del nostro Paese ha fatto leggermente modificare le dichiarazioni della Meloni, ma ormai l’Italia, a livello internazionale, ha assunto il suo ruolo vile che conosciamo: forte con ideboli, debole con i forti. La Storia condannerà lo sterminio perché, prima o poi, il bene vincerà sul male e i Paesi che hanno ostacolato il riconoscimento dello Stato di Palestina, prestando il fianco agli assassini di civili, bambini, donne, anziani inermi, saranno considerati complici e corresponsabili delle atrocità. Eppure la nostra millenaria tradizione cristiana avrebbe dovuto indicarci subito la strada maestra, la via del bene, da che parte stare.È molto semplice: basta stare dalla parte degli ultimi, di chi non ha voce, non ha cibo, non ha acqua, non ha più casa, non ha più ospedali, scuole, non ha più neanche la forza di reagire. Ho insegnato per oltre quarant’anni ai miei alunni della Scuola Primaria i valori della solidarietà, dell’inclusione, del rispetto degli altri, senza distinzione di sesso, religione, colore della pelle. Ho avuto come faro Don Milani e la sua piccola, immensa scuola di Barbiana aperta ai ceti sociali più deboli, più poveri, ma oggi, sinceramente, se non fossi in pensione sarei in grande difficoltà perché , in un clima politico così mutato, con Salvini e una destra xenofoba e omofoba, Vannacci e le sue allucinanti dichiarazioni contro gli immigrati (non solo) e soprattutto la presidente del Consiglio che non riesce a dichiararsi antifascista, non potrei più trasmettere serenamente i valori in cui ho creduto, su cui mi sono formata. Mentre scrivo ho sulla scrivania la foto ultima che strazia il cuore, come lo hanno straziato i bianchi sudari stretti al petto delle madri nel corso di due lunghissimi anni: questa volta è un’immagine che rievoca ancora la Pietà di Michelangelo ma è un giovane padre disperato che stringe a sé il corpo senza vita di una bambina innocente. Ruoli rovesciati, ma un Cristo che si fa Madre, che si attualizza nella storia, che si lascia riconoscere in modo inequivocabile in quanti lo crocifiggono e lo sacrificano in nome del dio denaro ogni giorno, in ogni tempo, in ogni luogo. Mi vergogno perché si dovrebbe, alla luce di quanto la Meloni, Tajani, Salvini e i loro ministri hanno detto e fatto in questi due anni appoggiando gli U.S.A.e Netanyhau contro Gaza, chiedere le immediate dimissioni del governo per ritrovare la dignità perduta e provare ad unirsi agli altri 150 Paesi che, pur solo come atto simbolico, hanno già dichiarato il riconoscimento dello Stato di Palestina dimostrando un cambio di rotta, vicinanza e appoggio al popolo palestinese ormai allo stremo. Il massacro deplorevole di Hamas del 7 ottobre non lo dimenticheremo (ma la Storia farà luce anche sulla negligenza del sistema di sicurezza israeliano in quel giorno terribile), non per questo possiamo giustificare la reazione disumana e premeditata di Israele, appoggiata dagli U.S.A., che ha avuto come obiettivo ufficiale Hamas, ma come reale bersaglio gli innocenti abitanti della Striscia di Gaza. Mi vergogno, ma non taccio grazie a quanti hanno dato la vita per la libertà di espressione e a quanti oggi manifestano in ogni modo contro qualsiasi forma di sopraffazione e di umiliazione di un popolo.

LOGO CONAD

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Latest from Blog

Testata del gruppo:

panorama editori