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REGIONALI – Caos nel Partito Democratico: a poche ore dal deposito, la lista a Caserta è ancora un rebus. Nuove defezioni in vista

6 mesi fa
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È pomeriggio inoltrato e nel Partito Democratico casertano regna la confusione. La lista per le regionali, che doveva essere chiusa e presentata oggi, sembra essersi arenata. Ufficiosamente i nomi sono cinque, ma le certezze si fermano a tre: Marco Villano, Pierluigi Landolfi e l’ex deputata Camilla Sgambato. Tutto il resto è nebbia politica. Le voci si rincorrono e le versioni cambiano di ora in ora. Lucia Esposito, data per certa fino a ieri, pare intenzionata a fare un passo indietro. Eppure un’agenzia Ansa nella mattinata la indica addirittura come capolista, ruolo che sembrava destinato alla Sgambato. Ma anche un’altra candidata in pectore, l’avvocata Francesca Della Ratta, pare avrebbe deciso di sfilarsi. Sul fronte del basso casertano, al sessano Massimo Schiavone continuano a dirgli no nonostante le forti pressioni della vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno. Un braccio di ferro che sta paralizzando il partito, incapace, a poche ore dalla presentazione ufficiale, di comporre una lista solida e competitiva. La situazione è resa ancora più complicata dalle esclusioni decise dalla commissaria provinciale Susanna Camusso, che ha depennato tre nomi già in corsa con la campagna elettorale avviata: Antonio Bonacci di Calvi Risorta, a causa di un incarico avuto dal vice ministro del Mef di Forza Italia Sandra Savino; Melania Russo di Vitulazio, ex amministratrice con il sindaco leghista Antonio Scialdone; e Marianna Funaro, già candidata con i Moderati di Giovanni Zannini. A questo punto le ipotesi sono due: o cadono tutti i veti e si reinseriscono i nomi bloccati, compreso Schiavone, oppure si opterà per dei sostituti dell’ultima ora, semplici riempilista. In entrambi i casi, la tenuta politica del partito ne esce indebolita. La gestione del nuovo segretario regionale Piero De Luca sta facendo discutere. Parla di unità e rilancio, ma molti si chiedono se stia davvero lavorando per il bene del Pd o per l’ingombrante padre, il governatore uscente Vincenzo De Luca. Già, perché De Luca junior, oltre a dover fronteggiare le pressioni romane del deputato Stefano Graziano,che sembra non volere in lista un competitor forte per Villano come Schiavone, potrebbe anche subire qualche pressione paterna per evitare che la lista del Pd interferisca con qualche candidato casertano della lista “A testa alta”. Quella lista che resta un vero enigma politico. Padre civico e figlio segretario regionale del principale partito del centrosinistra: una convivenza sempre più difficile. E a Caserta, dove il partito appare in evidente affanno, ci sono già tutti i segnali che il Pd possa perdere il ruolo di forza di maggioranza.

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