Oggi: 03 Mag, 2026
sessa aurucna
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SESSA AURUNCA- Un territorio fermo al palo: cittadini e imprese stanchi di aspettare il futuro e investono altrove.

6 mesi fa

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I centri commerciali nascono come funghi in ogni parte d’Italia, da nord a sud, in qualunque longitudine e latitudine. Ovunque si costruisce, si investe, si dà nuova linfa al commercio. Ovunque, tranne che a Sessa Aurunca, dove da anni imprenditori cercano di fare altrettanto, ma vengono puntualmente frenati da un nemico ben noto: la burocrazia. Il mancato completamento e la non approvazione del PUC (Piano Urbanistico Comunale), insieme all’assenza di un parere che tarda ad arrivare, bloccano ogni iniziativa. Il risultato è che le aziende, sia nazionali che straniere, preferiscono investire altrove, fuggendo da un territorio che pure avrebbe tutte le carte in regola per crescere. Mentre a Sparanise o Cellole gli enti locali mostrano maggiore prontezza e disponibilità verso chi vuole investire concedendo autorizzazioni e agevolazioni in tempi rapidi a Sessa tutto procede con lentezza esasperante. Il SIAD (Strumento Integrato di Attività Distribuite), piano commerciale strettamente collegato al PUC, è stato presentato, ma sembra aver suscitato poco interesse. Il documento individua aree potenziali di investimento anche nelle frazioni che non potranno mai avere uno sviluppo commerciale Molti cittadini si chiedono: “Perché nei comuni vicini si costruisce si fanno centri di largo consumo e a Sessa no?” È una domanda che si ripete da anni, mentre progetti restano chiusi nei cassetti anche per anche 25 anni in alcuni casi e le opportunità di lavoro si spostano altrove. Nel frattempo, flotte di cittadini sessani ogni fine settimana prendono la strada dei centri commerciali del Sud Pontino, dell’hinterland casertano e napoletano, o addirittura del frusinate, lasciando sul territorio solo saracinesche abbassate e negozi che resistono a fatica aperte. Serve un “elettroshock” economico È chiaro: a Sessa non basta più il negozio di quartiere. Occorre un salto di qualità, un piano concreto per rilanciare il commercio e creare nuova occupazione. Gli investimenti locali quelli capaci di trattenere i giovani e rivitalizzare il tessuto economico devono essere favoriti. Far convivere il centro storico con nuove aree commerciali moderne non è un sogno impossibile: è una necessità. Solo così si potrà frenare l’emorragia di utenti e capitali che ogni settimana abbandonano il territorio aurunco in cerca di servizi e offerte altrove. Sessa Aurunca ha bisogno di decisioni. Il tempo delle attese infinite deve finire: lo sviluppo non può più restare fermo al palo.

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