
Si accende lo scontro sulla chiusura dei punti nascita in Campania. A pochi giorni dall’udienza del Tar fissata per il 5 novembre, il Comitato “San Rocco Bene Comune” ha depositato gli atti per costituirsi nel ricorso. Una mossa attesa, che arriva mentre il Ministero della Salute ha preso una posizione netta contro i Comuni del Distretto Sapri-Camerota. In una relazione inviata all’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli, il Ministero ha definito “privo di fondamento nel merito e da rigettare integralmente” il ricorso. Una presa di posizione che ha suscitato forti reazioni, anche dopo le recenti parole del ministro Schillaci riportate oggi sul Mattino, in cui ha ribadito la necessità di rispettare i criteri di sicurezza e i limiti minimi di 500 parti l’anno. Il comitato “San Rocco bene comune” ha annunciato che sarà presente all’udienza del 5 novembre. “Saremo lì per difendere un diritto che riguarda tutti – spiegano i rappresentanti – quello di nascere e curarsi vicino casa. Non possiamo accettare che interi territori vengano privati di servizi essenziali”. La vertenza, partita da Sapri, si allarga ora anche ai Comuni casertani di Sessa Aurunca e Piedimonte Matese, dove la preoccupazione cresce. Il verdetto del Tar potrà segnare il futuro della sanità territoriale: una decisione che peserà non solo sui reparti, ma sull’intero equilibrio delle aree interne. Mercoledì prossimo la parola passerà ai giudici. Il Comitato è pronto a far sentire la sua voce.



