
“Sparanise in Movimento” sottolinea inavvertitamente la gravità dello scioglimento del comune per infiltrazioni mafiose, esponendo le proprie incoerenze e i doppi standard dietro le accuse contro l’amministrazione del sindaco Fabrizio De Pasquale. Nel loro post sui social media, affermano: “Un comune sottoposto a una commissione d’accesso non può essere considerato affidabile”, criticando il sindaco per aver utilizzato le classifiche di quell’ente stesso. Così facendo, riconoscono inconsapevolmente che uno scioglimento per infiltrazioni camorristiche è effettivamente “grave“. Se accettiamo la gravità dello scioglimento, sottolinea De Pasquale, “non si può contemporaneamente accusare il sindaco di agire correttamente come uomo dello Stato, effettuando controlli approfonditi prima di utilizzare quelle classifiche”. L’assurdità si aggrava quando Sparanise in Movimento, che ha avuto un ruolo attivo nella crisi che ha portato allo scioglimento, ora cerca di porsi come giudice morale e amministrativo, dimenticando opportunamente che questa drammatica situazione lascia una cicatrice indelebile nella comunità. Il sindaco sottolinea il paradosso: “Ammettono la gravità dello scioglimento, ma allo stesso tempo minimizzano il loro ruolo nel creare questa situazione. La loro ipocrisia è lampante nel tentativo di screditare la mia amministrazione usando l’origine delle classifiche come scusa, mentre la vera questione è la responsabilità politica di chi ha permesso che il comune cadesse nelle mani della criminalità organizzata”. De Pasquale aggiunge: “Dimostro coerenza e rispetto per il mio ruolo istituzionale, dedicandomi con serietà e rigore a uno stile di gestione che opera nel rispetto della legalità e della trasparenza. Non si tratta certo di un ‘teatro dell’assurdo’ come insinua Sparanise in Movimento, ma piuttosto di un’azione amministrativa concreta volta a riparare i danni del passato con onestà e senso del dovere”. E chiaro che l’attacco social di “Sparanise in movimento” si rivela una lampante autoaccusa


