
Importante ritrovamento archeologico a Sessa Aurunca, a fare chiarezza è Marco Ceci, studioso di archeologia e storia di Sessa Aurunca. A fare il ritrovamento è stato Luca Mennillo e il consigliere comunale Basilio Vernile che hanno contattato Marco Ceci per esaminare il blocco di marmo romano trovato durante alcuni lavori nell’area archeologica. Quando Ceci è arrivato sul posto ha subito notato il nome CRISPINUS inciso sulla modanatura superiore. È bastato quello. Davanti a lui c’era il pezzo che mancava da quasi cinquant’anni, un’iscrizione che il professor Camodeca cercava da molto tempo. Ceci è poi tornato con l’archeologo ed epigrafista Umberto Soldovieri. Hanno fotografato il blocco la sera, usando una luce radente per leggere meglio la superficie. Il confronto con le vecchie documentazioni ha confermato tutto. Secondo Marco Ceci, il valore dell’iscrizione sta nel fatto che permette di chiudere un vuoto rimasto aperto per decenni. L’epigrafe era nota dalle fonti ma risultava scomparsa da quasi mezzo secolo. Con questo ritrovamento è possibile confermare in modo diretto il ruolo di Lucio Mamilieno Crispino nella vita politica e religiosa di Suessa. Ceci spiega che il testo chiarisce i suoi incarichi, il suo status nell’ordine equestre e il legame con il culto di Fortuna Augusta. Sottolinea anche che la scoperta rafforza la centralità della Gens Mamiliana, una delle famiglie più attive del territorio tra III e IV secolo d.C. L’iscrizione proviene dalla base di una statua dedicata a una figura importante dell’antica Suessa: Lucio Mamilieno Crispino. Appartenente all’ordine equestre, ricoprì incarichi rilevanti sia a Suessa che nella vicina Sinuessa. Fu sacerdote del culto di Fortuna Augusta e Curator Patriae, responsabile dell’amministrazione cittadina. I cittadini lo onorarono con una statua che probabilmente era collocata nel foro, oggi piazza Tiberio. La Gens Mamiliana era una delle famiglie più influenti della città. Questa stirpe di magistrati fu attiva tra III e IV secolo d.C. e compare anche in un’altra epigrafe che un tempo era murata nella chiesa di Sant’Eustachio e poi scomparsa. La nuova scoperta conferma il loro ruolo nella storia locale. Ceci ritiene ora fondamentale mettere in sicurezza il reperto ed esporlo nel nuovo Museo Nazionale di Sessa Aurunca, così da renderlo accessibile al pubblico. Per lo studioso, la sua importanza è evidente: aiuta a ricostruire aspetti chiave della vita politica e religiosa della città romana.
Di seguito il testo epigrafico:

CRISPINI
L(UCIO) MAMILIENO CRISPINO
v(IRO) P(ERFECTISSIMO) SACERDOTI
SANCTISSIMARUM FORTUNARUM
CURATORI SACRO IUDICIO
PROMOTO PATRAE ATQUAE
ETIAM CIVITATIS SINUESSANAE
OMNIS ONORIBUS FUNCTO
OB MERITUM ORIGINIS
SUAE SED ET LABORUM
SUORUM UNIVERSI CIVES
PATRONO PRAESTANTISSIMO
STATUAM PO[NEN]DAM
[—DE]CREVERUNT


