
La Domenica è il giorno sacro dell’editoriale. Un rito. Ma stavolta non c’è stato verso di aspettare. I numeri bussavano alla porta con troppa insistenza. Ho provato a resistere, a dirmi “fai uscire tutto domani”. Ma ho capito subito che sarebbe stata solo fatica. Non avevo nessuna voglia di lottare contro l’analisi dei numeri
Sono passati 5 giorni ed è giusto fare un’analisi attenta delle elezioni regionali appena concluse sul territorio perché i numeri raccontano molto più di quello che sembra. Gennaro Oliviero torna per la quinta volta in Consiglio Regionale, superando complessivamente 17 mila preferenze. Sul piano generale è un risultato di rilievo, ma sul suo territorio di riferimento non ha brillato. L’amministrazione di Lorenzo Di Iorio, a Sessa Aurunca, quasi totalmente si è messa “pancia a terra” su Oliviero e tutti si aspettavano un dato superiore a 5 anni fa. Certo anche l’amministrazione comunale di Cellole ha fatto lo stesso, con un particolare da non sottovalutare, senza l’imposizione ma con un appoggio libero. Ed è qui che emerge il vero outsider: Giovanni Iovino, vice‑sindaco di Cellole e candidato con “Avanti Campania” che sfiora le 10 mila preferenze. Nella sua città conquista 3.664 voti su 4.604 votanti, un bell’80 %, un plebiscito che conferma quanto conti il rapporto diretto con la comunità. Bastava guardare gli striscioni sui balconi per capire quanto il popolo di Cellole voleva sostenere liberamente Iovino. Il dato più sorprendente arriva però da Sessa Aurunca, città di Oliviero. Qui Iovino raccoglie 1.253 preferenze, mentre Oliviero, con la lista “A Testa Alta”, ne ottiene 2.841 in un comune con il triplo dei votanti rispetto a Cellole. Ancora più clamoroso: a Cellole Oliviero si ferma a soli 103 voti. Qualcuno potrebbe obiettare che Oliviero ha confermato il suo elettorato a Sessa Aurunca. Bhe! Confermare senza crescere, con cinque anni di presidenza del consiglio regionale, non è certo una grande conquista. Se vogliamo essere realisti, va ricordato che alla tornata precedente Oliviero aveva candidato in casa Massimo Schiavone che gli sottrasse una parte consistente di voti. E c’è un altro particolare da non sottovalutare, in questa tornata elettorale, grazie al carisma che il sindaco Di Iorio ha sul consigliere comunale Antonio Fusco, è riuscito ad imporre la candidatura della cognata Maria Sorbo, spostando un consistente gruzzoletto di consensi che, fino a qualche giorno prima della presentazione delle liste, era destinato a Iovino. E come dimenticare quei sondaggi fasulli, che davano “Avanti Campania” a poco più dell’1 % da non far scattare il seggio. Sondaggi circolati artatamente sui social dai sostenitori di Oliviero. Avrei voluto rilanciarli dopo il voto, ma sono improvvisamente spariti, ma i voti no, quelli sono rimasti. La politica non si fa di titoli o di statistiche autoreferenziali, ma di presenza sul territorio, contatto reale con la gente e impegno concreto. Giovanni Iovino lo ha dimostrato, ribaltando le attese e, diciamocela tutta, mettendo in difficoltà chi sembrava imbattibile. Sessa Aurunca e Cellole ci offrono una fotografia chiara: quando chi amministra si allontana dal cuore della gente, ecco che arriva un outsider con le scarpe sporche di strada, parla all’anima della comunità e mette in ombra chi ha costruito un potere ultraventennale. La morale? “La strada vince sul palazzo!”



