Oggi: 03 Mag, 2026
rapporto s
rapporto s

SVIMEZ 2025: il Sud cresce più della media nazionale, ma restano nodi strutturali ancora aperti

5 mesi fa

0:00

Il Rapporto SVIMEZ 2025 fornisce un quadro chiaro e articolato della situazione economica del Mezzogiorno. I dati mostrano una crescita superiore alla media nazionale, sostenuta principalmente dagli investimenti pubblici, ma evidenziano allo stesso tempo criticità che continuano a condizionare la tenuta sociale ed economica dei territori meridionali.

Crescita del PIL superiore al Centro-Nord

LOGO CONAD

Nel 2024 il Mezzogiorno registra una variazione del PIL pari a +0,9%, contro il +0,7% del Centro-Nord.
L’indicatore, positivo, è tuttavia legato in larga misura agli interventi del PNRR, che nel triennio 2024–2026 generano un contributo stimato di 0,6 punti percentuali di PIL.

Il dato è rilevante, ma dipende da risorse straordinarie: senza un rafforzamento del tessuto produttivo, la tenuta nel medio periodo rimane incerta.

Occupazione giovanile in aumento, ma bilancio demografico negativo

Tra il 2022 e il 2024 gli occupati giovani nel Sud crescono di circa 100.000 unità.
Parallelamente, nello stesso arco temporale, 175.000 giovani lasciano il Mezzogiorno.

Il saldo migratorio negativo rimane uno dei principali fattori di vulnerabilità: sottrae capitale umano e incide sulla struttura demografica di regioni e aree interne.

Salari reali in calo: un indicatore critico

Il potere d’acquisto delle famiglie meridionali continua a ridursi.
Nel periodo 2021–2025 i salari reali diminuiscono di oltre il 10%, con un conseguente aumento della povertà lavorativa.

Questo elemento spiega perché molti cittadini non percepiscono i segnali di ripresa: la crescita macroeconomica non si traduce in un miglioramento dei redditi individuali.

Utility e infrastrutture: un comparto strategico

Il rapporto SVIMEZ, anche attraverso il contributo di Utilitalia, evidenzia il ruolo delle utility — acqua, energia, rifiuti, reti e servizi ambientali — come settore capace di generare occupazione stabile e valore economico.
Nel Mezzogiorno questo comparto ha un potenziale aggiuntivo, legato al fabbisogno infrastrutturale ancora elevato.

Investimenti in questo settore non solo sostengono la crescita, ma migliorano la qualità e l’efficienza dei servizi essenziali.

Persistono divari interni tra territori meridionali

Non esiste un “Sud” uniforme.
Gli indicatori mostrano differenze significative tra regioni e tra aree della stessa regione.
I territori con minori infrastrutture, bassa specializzazione produttiva e servizi deboli faticano a beneficiare della ripresa in maniera proporzionale.

Questa eterogeneità rappresenta uno dei principali ostacoli alla costruzione di una traiettoria di sviluppo realmente omogenea.

L’incognita del post-PNRR

SVIMEZ evidenzia un rischio concreto: una volta esaurita la spinta del PNRR, senza politiche ordinarie più efficaci e senza investimenti privati consistenti, il Mezzogiorno potrebbe tornare a ritmi di crescita inferiori al resto del Paese.
Le previsioni per il 2025–2026 indicano infatti un possibile rallentamento.

Conclusioni

Il Rapporto SVIMEZ 2025 fotografa un Mezzogiorno che oggi cresce più della media nazionale grazie agli investimenti pubblici, ma che rimane esposto a tre grandi criticità: riduzione dei salari reali, saldo migratorio giovanile negativo e divari interni persistenti.

La sfida dei prossimi anni è chiara: trasformare una fase di espansione legata a risorse straordinarie in una crescita autonoma, sostenibile e distribuita in modo più equilibrato tra territori.

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Latest from Blog

Testata del gruppo:

panorama editori