
Caro Babbo Natale, quest’anno ti scrivo io, da Sessa Aurunca, perché in municipio più che regali servirebbero aggiustamenti. Non cose grandi, basta poco, ma fatto bene. Cominciamo dal Sindaco Lorenzo Di Iorio. Caro Babbo Natale, portagli per favore una bussola politica! Vota centrosinistra perché deve, ma il cuore batte palesemente a destra. Almeno con una bussola, capiamo ogni mattina da che parte stiamo governando.
A Italo Calenzo, vicesindaco e assessore ai lavori pubblici, porta un promemoria grande quanto piazza Tiberio. Un’agenda, per ricordargli che oltre agli eventi culturali esistono strade, marciapiedi e cantieri. .Scrivici sopra “lavori pubblici”. Se puoi, aggiungi anche un giubbotto salvagente, sai il rimpasto è nell’aria e in tanti bussano alla sua porta.
A Simona Pollano, assessore agli spettacoli, caro Babbo Natale porta una calcolatrice. Una di quelle semplici, con i tasti grandi. Così prima di organizzare l’ennesimo evento, si fa un conto rapido tra spesa e risultato. Se avanza spazio nel pacco, aggiungi anche uno specchio. Non per vanità, ma per ricordarsi che chi ha una delega deve anche farsi vedere e sentire, soprattutto quando il pubblico manca e le luci si spengono troppo in fretta.
All’assessore al bilancio Antonio D’Itri servirebbe invece una cassaforte vuota, da piazzare in giunta. Ogni volta che qualcuno propone l’ennesimo evento inutile, basta aprirla e guardare dentro. Per ricordare che i soldi finiscono. E magari un biglietto di ringraziamento, visto che provare a salvare i conti sembra oggi più un difetto che una virtù.
A Carla Patrone, che oggi guida i servizi sociali, porta un manuale operativo. Il passaggio dalla gestione di Sabrina Izzo, che non seguiva le linee politiche ma almeno lavorava e teneva il settore in piedi, si sente tutto. Prima forse troppo laboriosa, ora si arranca a vuoto. La presenza è debole e i servizi sociali sembrano camminare senza direzione.
A Lorenzo Fusco porta un biglietto da visita. Nome, cognome, deleghe. Così magari qualcuno capisce che è assessore, cosa fa e dove vuole andare. Perché al momento resta un oggetto misterioso anche per i colleghi.
Per il consiglio comunale, caro Babbo Natale, puoi risparmiarti la fatica. Quest’anno ci penserà la Befana…



