
Il Partito Democratico in provincia di Caserta continua a restare in una fase di caos politico. La nascita di un’area interna che si richiama apertamente alla segreteria nazionale di Elly Schlein e al percorso di Montepulciano mette nero su bianco un dato che da tempo circola tra gli iscritti, il commissariamento provinciale guidato da Susanna Camusso è stato un fallimento. In oltre tre anni di gestione, il partito non è stato ricostruito, le divisioni interne si sono aggravate e il risultato elettorale, fermo all’11,8%, certifica la perdita di radicamento del PD in Terra di Lavoro. Una situazione sotto gli occhi di tutti. La contraddizione politica è evidente. Camusso non è una figura autonoma o calata dall’esterno senza mandato. È stata nominata direttamente dalla segreteria nazionale di Schlein, con un compito preciso: ripristinare regole, democrazia interna e mettere fine alle gestioni personalistiche. Un obiettivo giusto. Nei fatti, però, quel percorso non si è mai visto. Nessun confronto vero, nessun congresso, nessuna guida politica stabile. La nascita dell’area Schlein a Caserta apre quindi una questione politica inevitabile. Se oggi si parla di gestione fallimentare, non può essere attribuita solo alla commissaria provinciale. La responsabilità ricade anche su chi quella scelta l’ha fatta e l’ha confermata nel tempo. Senza questa ammissione, ogni tentativo di rilancio rischia di restare solo una dichiarazione di principio.


