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ANTROPOLI
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CAPUA/CASERTA – Antropoli racconta il carcere e la malagiustizia nel libro-diario “Dal Volturno al Tevere al Nilo”

4 mesi fa

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Prossimamente il Dottor Antropoli presenterà il suo libro a Cellole, ospite del sindaco Guido Di Leone

I magistrati – come diceva Montesquieu, uno scrittore molto praticato da Leonardo Sciascia – esercitano un “potere terribile” perché è un potere degli uomini sugli uomini che, incidendo sulla libertà, è in grado di distruggere la vita delle persone nei confronti delle quali è esercitato; o per usare un’altra citazione, altrettanto famosa e di analogo sapore, tratta dalla lettera di San Paolo ai Romani: “La legge provoca la collera di Dio”.( Alessandro Centonze, 29/02/2020, Giustizia insieme)

Dal Volturno al Tevere al Nilo. Storia umana e di malagiustizia” di Carmine Antropoli non è solo un libro che racconta una storia, ma è da leggere per comprendere la sofferenza e anche l’umanità che si manifesta in quel mondo “a parte” che è  il carcere. Già dal titolo, Antropolicita i bracci del carcere che in un certo senso coincidono anche con pezzi della sua vita e, soprattutto, della sua origine nell’antica città di Capua che si identifica con il corso del Volturno. Il libro è un diario che ripercorre i suoi giorni di reclusione e ne descrive, tra cenni di quotidianità, il dolore, il senso d’impotenza, la solidarietà e la generosità  che hanno accompagnato quei quattro mesi di reclusione in cui la preghiera e la fede lo hanno sostenuto. Questo diario ha due prefazioni di pregio, la prima del Professor Vincenzo Maiello, ordinario di diritto penale alla Federico II e la seconda del dottor Arcibaldo Miller, magistrato di cassazione. Entrambi pongono l’attenzione su una giustizia che utilizza in modo indiscriminato la carcerazione preventiva, uno strumento a cui spesso, anzi troppo spesso, si fa ricorso ancor prima che ci sia una seppur minima conferma delle accuse che portano alla privazione della libertà. E su questo sia l’avvocato Maiello che il magistrato Miller si trovano a fare la stessa considerazione su “un’iniziativa giudiziaria” che sembra non essere per nulla informata di quel diritto che trova la sua origine nell’Antica Roma e quindi in Italia. “Ad uscirne male è invece la giustizia italiana che anche in questa occasione ha mostrato il difetto di un uso spesso improprio e violento della carcerazione preventiva” parole scritte dal magistrato Miller che auspica che siano proprio i magistrati a leggere questo diario “in modo che tale enorme potere sia esercitato con la giusta e doverosa ponderazione”. Ed è lunga anche la riflessione, dell’avvocato Maiello, sul “paradigma garantistico” sancito dalla nostra Costituzione che si trova a soccombere in un magma di opinione pubblica e comportamenti giudiziari che tradiscono una tendenza al giustizialismo contraria ai “valori del costituzionalismo penale”. Mi sono soffermata su queste due prefazioni perché il libro non va raccontato, ma deve essere letto per riflettere su come un professionista, un primario chirurgo, che ha salvato e salva innumerevoli vite, stimato in ambito medico-scientifico, possa essere tratto in arresto, come afferma anche il suo amico e avvocato penalista Mauro Iodice “Senza un avviso di garanzia” e vedere sconvolta la propria vita come scrive Antropoli “alle ore 4.30 si presentano presso la mia abitazione i Carabinieri del Nucleo Operativo di Caserta con mandato di cattura del 416bis” e da li inizia un incubo, la devastazione di una famiglia, stupore attonito dei genitori anziani e, soprattutto,  il dolore dei figli. Allego a questa mia riflessione il video dell’autore Carmine Antropoli che racconta, in modo coinvolgente alcuni aneddoti della vita nel carcere. Il libro è stato presentato a Napoli alla Mondadori – Galleria Umberto I, a Roma a Palazzo Madama presso il Senato della Repubblica, a Caserta alla Biblioteca del Seminario, tutte occasioni in cui magistrati, avvocati, esponenti di Istituzioni laiche ed ecclesiastiche hanno testimoniato la stima nei confronti di Antropoli ed hanno espresso riserve sull’uso indiscriminato della carcerazione preventiva

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