Oggi: 03 Mag, 2026
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PIGNATARO MAGGIORE – Fine annunciata di un’amministrazione senza visione: ora Pignataro merita verità e coraggio

4 mesi fa

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Era tutto già scritto. Bastava saper leggere i segnali. La fine dell’amministrazione Palumbo, arrivata dopo appena otto mesi, non rappresenta uno scossone inatteso, ma la conseguenza naturale di un patto costruito sull’improvvisazione, sul calcolo e sulla convenienza contingente.
L’alleanza tra blocchi eterogenei, siglata frettolosamente la notte precedente alla presentazione delle liste, è stata il primo atto di un copione fragile e prevedibile. Un progetto privo di radici comuni, tenuto insieme non da una visione condivisa del futuro di Pignataro, ma da un esercizio di potere fine a sé stesso. La stessa ammissione alle elezioni, resa possibile solo attraverso un ricorso al TAR, aveva già certificato la precarietà dell’impianto politico. Fin dall’inizio, tensioni interne, dimissioni e malumori mai risolti hanno scandito l’azione amministrativa. Le difficoltà, evidenti a chiunque osservi la vita pubblica locale, sono state sistematicamente negate, mai affrontate con trasparenza e onestà nei confronti dei cittadini.
Questa crisi, se interpretata con lucidità, può diventare un’opportunità. Ma perché lo sia davvero, è necessaria una discontinuità profonda: nel metodo, nella mentalità, nelle persone. Servono programmi chiari, accordi dichiarati, processi decisionali sottratti alle logiche opache e alle intese consumate nell’ombra. Servono rappresentanti capaci di esporsi, di parlare quando la comunità chiede voce, direzione e responsabilità. È tempo che la cittadinanza pretenda, da chi aspira a governare, non slogan rassicuranti, ma una visione concreta, condivisa, costruita alla luce del sole.
La politica piegata su stessa ha umiliato Pignataro troppo a lungo, accompagnandola in un declino culturale, demografico, sociale ed economico che oggi appare difficile da invertire. Il territorio è rimasto ostaggio dell’immobilismo mentre, tutt’intorno, prendevano forma progetti di grande delicatezza, dalla Snam alle centrali a biometano ai siti di stoccaggio di rifiuti, il cui impatto ambientale, al di là delle rassicurazioni interessate, non è irrilevante. L’assenza di trasparenza e la mancata assunzione di posizioni chiare su questi dossier strategici hanno rivelato il vuoto politico di un’amministrazione incapace di scegliere, paralizzata dalle proprie contraddizioni.
La politica, quella autentica, richiede coraggio. E il coraggio, in questa fase, non è appartenuto a chi ha scelto di tirare a campare, ma a chi, anche all’interno della maggioranza, ha deciso di fermarsi e dire basta. Le dimissioni dei tre consiglieri di maggioranza, sommate a quelle dell’opposizione, non sono state un atto di rottura, ma un gesto di responsabilità. Un segnale chiaro che un’altra strada è possibile.

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