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EDITORIALE | SESSA AURUNCA – Scaricabarile tra altri Enti sull’impianto rifiuti: il Comune si difende con un comunicato, ma mancano i fatti.

4 mesi fa

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Il comune di Sessa Aurunca si è affrettato a smentire una notizia riportata dalla stampa sull’utilizzo di un bene confiscato alla criminalità organizzata per un impianto di trattamento di rifiuti tessili con quantità enormi. Lo ha fatto con un comunicato lungo, formale, costruito per chiarire, ma soprattutto per prendere le distanze. Il messaggio è chiaro: “non siamo stati noi”. La gestione è dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati. Il contratto lo ha firmato l’ANBSC. Le autorizzazioni le ha rilasciate la Regione Campania. Il comune, anzi, dice di essere stato l’unico ente a esprimere parere contrario. Ed è proprio qui il punto. Perché limitarsi a uno scaricabarile istituzionale non equivale a prendere posizione. Ribadire che le autorizzazioni sono regionali e che il comune non ha firmato nulla, non basta a togliersi la polvere di dosso. Né serve minacciare difese “nelle sedi opportune”, formula ormai abusata in una città e praticata da un forestiero che usa solo avvocati come risposta a ogni problema. Se davvero l’amministrazione è contraria, come afferma, allora doveva dirlo in modo diverso. Doveva ringraziare chi ha sollevato il caso, a partire dal collega Salvatore Minieri, che ha acceso i riflettori su una vicenda che riguarda tutti. Avrebbe dovuto dire: “siamo contrari e ci mobilitiamo“. Avrebbe dovuto dire: “scendiamo in piazza, coinvolgiamo i cittadini, fermiamo questo scempio”. Perché di scempio si tratta, al di là delle competenze formali e delle firme sugli atti. Un comunicato stampa non è un atto politico. È difesa. È prudenza. È, appunto, scaricabarile. Se il comune ritiene sbagliata la destinazione di quel bene, se ritiene dannosa l’attività autorizzata dalla regione, allora il dovere è trasformare il dissenso in azione pubblica, visibile, concreta. Non basta dire “non è colpa nostra”. Non basta ricordare che l’autorizzazione è regionale. Non basta nemmeno dire di aver espresso un parere contrario in una Conferenza dei servizi. La natura ibrida di questo comunicato, a metà tra chiarimento e autodifesa, spinge anche a essere un po’ maligni. Perché quando si è davvero contrari a qualcosa che ferisce il territorio, non ci si limita a precisarlo in un testo. Lo si dimostra. Con i fatti. Con la presenza. Con il coraggio politico. E questo, al momento, a Sessa Aurunca, non si è visto.

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