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SAN CASTRESE
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SESSA AURUNCA – (IL VIDEO) Officina0823 torna nel vicolo del crollo a San Castrese, vite sospese da oltre un anno e nuovamente l’appello: “ridateci la nostra libertà”

3 mesi fa
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Officina0823 torna nella frazione di San Castrese, nel vicolo Fosso Cieco, perché qui il tempo si è fermato. Da un anno e due mesi decine di alcuni anziani vivono chiusi in casa, prigioniere di un crollo che ha cambiato tutto. Nel novembre del 2024 una palazzina cedette nel cuore della notte. Solo per miracolo non ci scappò il morto. Ma da allora i detriti, le pietre, il cemento hanno chiuso l’unico passaggio del vicolo, tagliando fuori questi anziani. Un passaggio di emergenza è stato ricavato tra le macerie. È stretto, scuro, umido, con il pavimento irregolare e le pareti che sembrano stringerti addosso. Un corridoio di fortuna, pericoloso, impossibile per gli anziani che qui vivono da sempre. Qualche mese fa siamo venuti ad ascoltarli. Abbiamo raccolto la paura, la stanchezza, la dignità di chi non chiede favori ma diritti. A parlare fu soprattutto la signora Elena. Con voce ferma disse “Fate presto, non possiamo stare così”. Era un appello semplice, umano. Elena oggi non c’è più. È morta senza vedere quel vicolo liberato. Qualcuno ci ha raccontato “Meno male che è finita all’ospedale di Sessa Aurunca, perché da qui sarebbe stato impossibile portare fuori la bara”. Parole che fanno male, perché non sono ipotesi. È già successo. Subito dopo il crollo un anziano è morto e la bara è passata tra i detriti, con la ditta di pompe funebri costretta a spostare le macerie per assumersi una responsabilità che non avrebbe mai dovuto avere. I lavori sono partiti tardi, solo a fine estate. L’amministrazione ha recintato l’unica piazza di San Castrese per sistemare i mezzi. Per circa un mese si è lavorato. Due operai, un intervento enorme. Poi il silenzio. Da due mesi tutto è fermo. Le transenne sono lì. Il vicolo è sempre chiuso. La vita resta sospesa. Cosa è successo? “Manca una carta” dice Lucia. Forse è così. Forse no. Di certo nessuno ha dato risposte. Chi vive qui non urla. Non minaccia e con un filo di ironica ci dicono: “non facciamo come la posa della prima pietra all’ospedlae di Sessa Aurunca”. Non protesta con rabbia ma con rassegnazione. Ci ha richiamati con lo stesso appello: “Riprendete i lavori, ridateci la libertà”. È una richiesta che pesa, perché dietro ci sono anziani che hanno paura di ammalarsi, di cadere, di non riuscire più a uscire di casa. Lo stesso appello lo facciamo anche noi di Officina0823. Senza polemiche, senza giochi politici. Solo una richiesta semplice: “Fate presto, ridate la libertà a questi anziani, perché quando si è anziani il tempo non è un dettaglio. È vita che passa piano, giorno dopo giorno, senza fare rumore. È attesa che pesa, paura che resta dentro, porte che si chiudono prima del dovuto. È tempo che non torna. E a queste persone, quel tempo, nessuno può permettersi di rubarlo”.

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