A Caserta i segretari provinciali del Partito Democratico si contano sulle dita di una mano. Per anni il partito non è stato guidato da una classe dirigente locale ma da commissari. Spesso arrivati da fuori. In alcuni casi perfino dal Nord. Una gestione che invece di ricucire ha quasi sempre prodotto nuove fratture. Emblematico il passaggio dell’onorevole Franco Mirabelli venuto da Milano, mandato a Caserta con l’obiettivo di unire un partito lacerato. Il risultato fu l’opposto. Più divisioni. Più scontri. Una linea che, col tempo, è diventata metodo. L’ultima gestione commissariale, quella di Susanna Camusso, è riuscita persino a superare quella fase. E non in senso positivo. La sua conduzione ha accentuato le spaccature interne e ha portato il PD casertano ai minimi storici. Un dato politico difficile da ignorare. In questo quadro si inserisce l’elezione di ieri di Stefano Lombardi a segretario provinciale. Un passaggio che chiude finalmente la stagione dei commissari e riporta il partito a una guida scelta sul territorio. Lombardi eredita un PD stanco, diviso e ridotto nei numeri, ma anche un’occasione rara. Quella di provare a rimettere insieme i pezzi. Di fermare la guerra permanente. Di cercare, almeno, un po’ di pace sotto una frasca di ulivo.

CASERTA – Commissari dal Nord, da Mirabelli a Camusso: anni di fallimenti e spaccature, ora la speranza nell’elezione di ieri di Lombardi
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