Oggi: 03 Mag, 2026
luigi petrella
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MONDRAGONE – Giustizia senza scorciatoie per Luigi Petrella. Il cuore infranto dei genitori contro il rito abbreviato per il suo assassino

1 mese fa
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Dovrà rispondere di omicidio volontario Pietro Cascarino, il 53enne con un passato legato al clan La Torre che, in una tragica notte di giugno a Mondragone, ha spezzato i sogni di Luigi Daniele Petrella. Il ragazzino, appena sedicenne, è volato via dopo che la sua vita è stata urtata brutalmente da una vettura che lo ha sbalzato contro un palo dell’illuminazione. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza hanno restituito una verità agghiacciante, l’uomo è sceso dall’auto, ha visto Luigi agonizzante sull’asfalto in una pozza di sangue e, invece di prestare soccorso, è risalito a bordo fuggendo. Oggi, mentre il processo approda in Corte d’Assise a Santa Maria Capua Vetere coinvolgendo anche il passeggero della vettura, il cuore dei genitori Rita e Daniele si spezza una seconda volta davanti alla richiesta di rito abbreviato avanzata dall’imputato. Per chi ha amato quel “ragazzo d’oro”, vedere chi lo ha guardato morire senza muovere un dito cercare ora una scorciatoia processuale suona come una beffa atroce, un insulto a un dolore che non conosce rassegnazione. In questi giorni di attesa, la famiglia trasforma lo strazio in una preghiera civile: non chiedono vendetta, ma una giustizia che non arretri di un millimetro. Chiedono il “lusso” di poter onorare la memoria di Luigi con un processo ordinario, perché un danno così irreparabile, aggravato da una crudeltà documentata dai video, non può e non deve ammettere alcuno sconto.

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