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SESSA AURUNCA – Fondi PNRR restituiti al Ministero, l’assessore Patrone replica alle critiche ma la nostra domanda resta: i progetti erano davvero impossibili da realizzare?

4 settimane fa
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Carla Patrone, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Sessa Aurunca, è intervenuta per fare chiarezza sulla restituzione degli anticipi di due progetti PNRR del valore complessivo di circa un milione di euro, dopo giorni di acceso dibattito in città. “La ricostruzione proposta in questi giorni risulta ellittica, parziale, non aderente alla realtà amministrativa. È necessario, nonché doveroso, spiegare ai cittadini come si siano svolti realmente i fatti”. Secondo Patrone, il nodo centrale è di natura strutturale, Sessa Aurunca non è capofila di un Ambito Territoriale Sociale, ma rientra nell’Ambito C03 guidato dal Comune di Teano (che all’epoca della redazione del progetto era commissariato ndr). “Si tratta di una condizione anomala, giacché i finanziamenti di questa natura sono precipuamente destinati agli Ambiti Territoriali Sociali, dotati di un Ufficio di Piano e di una struttura adeguata alla gestione di interventi complessi. Il nostro Comune, con circa 20.000 abitanti, si è trovato a dover affrontare progettualità sovradimensionate rispetto alle proprie capacità operative.” Sul primo progetto, dedicato al sostegno alla genitorialità, la gara ha visto una sola cooperativa partecipante, la cui offerta è risultata irregolare. “Una carenza non sanabile, in quanto il Codice degli Appalti non consente modifiche all’offerta tecnica“. Il progetto prevedeva inoltre l’individuazione di 30 nuclei familiari ad alta vulnerabilità, giudicati dagli stessi Servizi Sociali comunali “difficilmente riscontrabili in un contesto demografico come quello locale.” Sul secondo progetto, rivolto all’autonomia delle persone con disabilità, l’ostacolo è stato l’inagibilità dell’immobile individuato per ospitare le attività. L’assessore precisa inoltre che “le risorse in questione non erano destinate al potenziamento dell’assistenza domiciliare, per anziani o persone non autosufficienti. Questa rappresentazione è del tutto errata e contribuisce a generare non soltanto confusione, ma anche a travisare il piano della realtà.” La conclusione: “Di fronte a queste condizioni si è scelto responsabilmente di restituire le somme anticipate, pari a 92.650 euro. Una scelta necessaria per evitare conseguenze ben più gravi per l’Ente, che avrebbe potuto trovarsi a dover sostenere costi superiori ai 900 mila euro a fronte di attività non realizzabili o non conformi alla normativa. Il PNRR rappresenta un’opportunità importante, ma richiede competenze, programmazione e rispetto rigoroso della legalità.”

La nostra replica

Lo diciamo senza cattiveria e senza partito preso, la nostra convinzione, espressa con rispetto, cara assessora Patrone, è che i due progetti non fossero impossibili da realizzare. Sulla gara andata deserta per irregolarità dell’unica offerta, il codice degli appalti vieta di modificare un’offerta già presentata, ma non vieta di ripetere la procedura. Una nuova gara, con requisiti meglio definiti, avrebbe potuto portare risultati diversi. Non risulta che questa strada sia mai stata percorsa. Difficile poi condividere l’affermazione secondo cui in un comune di 22.000 abitanti non sarebbe stato possibile individuare 30 nuclei familiari ad alta vulnerabilità. Se così fosse, Sessa Aurunca sarebbe uno dei comuni più fortunati d’Italia. Più probabile che la mappatura del territorio e la conoscenza dei cittadini più fragili avrebbero meritato un impegno maggiore. Quanto all’immobile inagibile che ha bloccato il secondo progetto, il patrimonio comunale di Sessa Aurunca è ben noto per la sua consistenza, possibile che non esistesse alcuna alternativa praticabile? E poi, cara assessora, forse ha ragione su un punto, il comune si è trovato davanti a progettualità complesse. Ma la parola che lei stessa ha usato, “capacità operative”, è esattamente quella su cui ci permettiamo di riflettere. Perché i fondi c’erano, i bisogni pure. Quello che è mancato, forse, proprio “capacità”, da non imputare solo a Lei, per carità, la macchina amministrativa è composta non solo da assessori ma, soprattutto, da dirigenti “capaci” che dovrebbero accompagnare questi processi.

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