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CAMPANIA – Famiglia nel bosco anche in Campania, tre anni in una baracca, figlio disabile abbandonato dalle istituzioni

5 mesi fa

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Non è solo l’Abruzzo ad avere la sua “famiglia nel bosco”. Anche la Campania nasconde tra gli alberi una storia di abbandono istituzionale e sofferenza silenziosa. A Giugliano, in provincia di Napoli, un intero nucleo familiare vive da oltre tre anni confinato in una precaria casetta di legno, esposta alle intemperie, lontana da qualsiasi servizio e in condizioni del tutto incompatibili con un livello minimo di dignità umana. A portare alla luce questa grave emergenza sono gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, che con una nota ufficiale hanno deciso di rompere il silenzio attorno a una vicenda che non può più essere ignorata. Il quadro familiare è drammatico sotto ogni punto di vista. Il figlio è affetto da un disturbo dello spettro autistico con comorbidità psichiatrica e da idrosadenite suppurativa, una condizione medica complessa che gli specialisti dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese hanno già giudicato del tutto incompatibile con l’attuale sistemazione, sottolineando la necessità imprescindibile di un ambiente stabile, idoneo e protetto. Il padre combatte con una sindrome dolorosa cronica, la madre è portatrice sana di epatite B. Una famiglia intera, fragile e sola, lasciata a sopravvivere tra le assi di legno di una baracca. Nonostante i pareri medici siano chiari e lo stato di necessità evidente, nulla di concreto è stato fatto finora. I due legali chiedono con forza l’intervento urgente dei servizi sociali e sanitari territoriali per il trasferimento immediato del nucleo in una struttura abitativa sicura. “Non è più tollerabile che una famiglia viva in condizioni primitive e che un soggetto debole veda compromessa ogni possibilità di cura”, tuonano gli avvocati Pisani, lanciando un appello che suona come un ultimatum alle istituzioni: “Lo Stato intervenga ora, prima che sia troppo tardi”. Una storia che ricorda tristemente il caso abruzzese, finito sotto i riflettori nazionali, e che dimostra come il fenomeno dell’isolamento volontario o forzato in condizioni di estrema povertà non sia un’eccezione geografica, ma una piaga che attraversa l’intero Paese. La Campania, stavolta, non può voltarsi dall’altra parte.

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