La riunione di lunedì sera davanti al segretario provinciale Lombardi doveva servire a ricucire, ma ha fatto l’effetto opposto. Nel Partito Democratico di Pignataro Maggiore la frattura è ormai conclamata: da una parte i militanti storici, dall’altra i nuovi iscritti tesserati a fine dicembre, che fanno riferimento a Cesare Cuccaro e ad Antonello Bonacci. Due anime sempre più distanti, divise da scelte politiche che non lasciano spazio a mediazioni. Il nodo principale è la centrale a biomasse di Cauciano, progetto sostenuto da Cuccaro e osteggiato dagli iscritti di lunga data, che non intendono condividere un percorso con chi ha sposato quella causa. Ma non è l’unico punto di rottura. I militanti storici non sono disposti a fare strada insieme ai tre ex consiglieri di maggioranza che firmarono la sfiducia al sindaco Palumbo e che oggi cercano una sponda nel gruppo che fa riferimento a Mazzuoccolo. Dal vertice escono scenari politici abbastanza definiti. Maria Bonacci potrebbe correre con Romagnuolo, sostenuta dagli iscritti storici del partito. Cesare Cuccaro, invece, si trova in una posizione sempre più difficile, senza la possibilità concreta di costruire una proposta autonoma, dovrà cercare una convergenza con il gruppo di Mazzuoccolo e con quello di “Pignataro 2030”, che fa riferimento a Mercone. Un’alleanza tutta da costruire, in un clima interno che non lascia presagire nulla di semplice.



