L’Italia e il Giappone uniscono le competenze per affrontare una delle sfide più complesse del settore nucleare: lo smantellamento dei reattori moderati a grafite. Ieri mattina a Roma, Sogin, la Società di Stato responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, e JAPC, Japan Atomic Power Company, hanno firmato un Memorandum of Understanding per avviare uno studio congiunto sulle modalità di smantellamento di questa specifica tipologia di reattori. L’intesa nasce dalla volontà giapponese di integrare le esperienze maturate presso il reattore Tokai-1 con le competenze accumulate da Sogin nel decommissioning della centrale nucleare di Latina, il cui reattore moderato a grafite è riconosciuto a livello internazionale come progetto di riferimento nel settore. Un patrimonio tecnico costruito nel tempo e che oggi attira l’attenzione di uno dei Paesi più avanzati al mondo nella gestione del nucleare. L’accordo con JAPC non arriva da solo. Lo scorso 27 gennaio Sogin aveva già siglato un’intesa con GraphiCore, azienda italiana specializzata nella manipolazione della grafite irraggiata, per sviluppare e sperimentare attrezzature dedicate all’estrazione della grafite dai reattori e per partecipare congiuntamente a programmi di ricerca nel campo del decommissioning. Due accordi che si integrano e che disegnano una strategia precisa: costruire una rete di competenze condivise per affrontare sul piano tecnico e scientifico le sfide più delicate dello smantellamento nucleare. Una partita che riguarda da vicino anche il territorio casertano. La centrale del Garigliano, che sorge nel comune di Sessa Aurunca, resta uno dei nodi aperti del decommissioning nucleare italiano. L’impianto, fermo da decenni, attende ancora una soluzione definitiva e le sue aree continuano a pesare sulla vita e sulle preoccupazioni delle comunità locali. Gli accordi firmati da Sogin alimentano la speranza che il percorso verso lo smantellamento definitivo possa finalmente accelerare, portando con sé risposte concrete a un territorio che aspetta da troppo tempo.



