Oggi: 03 Mag, 2026
Screenshot 20260428 092127 ChatGPT
Screenshot 20260428 092127 ChatGPT

CURTI- Morte del carabiniere Giovanni Sparago: i genitori pensano all’istigazione al suicidio, “vogliamo la verità”

5 giorni fa
LOGO CONAD

0:00

I genitori del carabiniere Giovanni Sparago di 25 anni in caserma vogliono far chiarezza e non credono al gesto volontario del figlio. In una lettera   spiegano il perchè “Hai sofferto in silenzio quando scoprivi la cattiveria della gente che aveva la tua stessa divisa e con azioni vili ti discriminava e ti criticava. Hai subito persecuzioni e cattiverie di ogni genere, che ti facevano male. Ti prometto che, con l’aiuto della magistratura e della tua amata Arma dei Carabinieri, le persone che ti hanno indotto a fare questo gesto avranno quanto meritano”. Queste parole, cariche di dolore e di una promessa di giustizia, sono quelle del papà di Giovanni Sparago, il giovane maresciallo  dei Carabinieri di soli 25 anni, originario di Curti Sabato scorso, nella caserma del Comando Provinciale di La Spezia, Giovanni si è tolto la vita con la pistola d’ordinanza.

LA LETTERA DEL SINDACATO

Un gesto estremo, compiuto in un luogo che avrebbe dovuto essere la sua seconda casa, tra colleghi che indossavano la stessa uniforme. Un ragazzo giovane, pieno di vita e di ideali, che aveva scelto di servire lo Stato e i cittadini con l’Arma dei Carabinieri. Un servizio che, purtroppo, sembra averlo esposto a sofferenze indicibili: discriminazioni, critiche vili, persecuzioni e cattiverie che lo hanno ferito nel profondo, fino a portarlo a quel gesto irreversibile. Il padre, con una dignità immensa nel mezzo del dolore più grande che un genitore possa provare, non chiede solo pietà, ma giustizia. Rivolge uno sguardo alla Magistratura e all’Arma stessa, perché chi ha contribuito con azioni meschine a spingere suo figlio verso il baratro risponda delle proprie responsabilità. Questa tragedia riapre ancora una volta il drammatico capitolo dei suicidi tra le forze dell’ordine. Quanti altri giovani uomini e donne in divisa stanno soffrendo in silenzio? Quante volte la “famiglia” dell’uniforme si trasforma in un ambiente tossico fatto di mobbing, pressioni psicologiche e mancanza di supporto? Giovanni non era solo un numero, non era solo un maresciallo. Era un figlio, un ragazzo di 25 anni con sogni, speranze e il desiderio di fare la cosa giusta. La sua morte ci interroga tutti: come istituzione, come colleghi, come società. Oggi il nostro pensiero va alla famiglia di Giovanni, a suo padre che ha trovato la forza di scrivere queste parole così potenti, alla mamma, ai fratelli, agli amici e a tutta la comunità di Curti e del Casertano, che piange un figlio della propria terra. Onore a te, Giovanni. Che la tua storia non venga dimenticata. Che il tuo sacrificio serva a far luce su un malessere troppo spesso nascosto tra le mura delle caserme. Che la giustizia faccia il suo corso, come promesso da tuo padre. Un abbraccio forte a chi resta. E un invito a tutti: se state male, parlate. Chiedete aiuto. Non siete soli.”

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Latest from Blog

Testata del gruppo:

panorama editori