Oggi, 2 febbraio, si celebra la Candelora, giorno in cui, secondo la tradizione, si può intuire la fine dell’inverno. Ma la saggezza popolare aurunca, tramandata da Giovanni Di Mambro, ci avverte con un antico detto:
“Cannelora, vierno fore?” Risponnette a veccia:
Ce stongo ancora io,
tanno vierno è fore
quanno a fronna e fico
e quanno a ciampa re ove.”
La vecchia, simbolo dell’esperienza, ci ricorda che il freddo non è davvero finito finché la foglia del fico non è grande come le zampe del bue. Un monito a non lasciarsi ingannare dalle prime giornate miti, perché la natura segue il suo corso senza fretta. Grazie a Giovanni Di Mambro, custode di tradizioni e memoria, questi detti continuano a vivere, insegnandoci il valore dell’attesa e del rispetto per i ritmi della terra. A presto con il prossimo detto

