Oggi: 02 Set, 2026
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EDITORIALE – Le parole vergognose del senatore Silvestro. Un insulto che mi disgusta e cancella ogni mio garantismo.

3 mesi fa

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Ci tengo a ribadirlo chiaramente: non sono una femminista della prima ora, di quelle che sposano ogni causa a scatola chiusa e difendono una donna a prescindere, anche quando non ci sono le prove. Al contrario, ho sempre guardato con enorme diffidenza a chi strumentalizza queste vicende drammatiche per ottenere un briciolo di visibilità o per colpire un avversario politico. Il mio approccio è sempre stato severo, prudente e rigorosamente garantista. Ma c’è un limite a tutto, e il senatore di Forza Italia Francesco Silvestro questo limite lo ha calpestato con una spocchia intollerabile. Di fronte all’accusa gravissima di aver abusato di una donna nel suo ufficio, la sua difesa non è stata quella di un uomo delle istituzioni che confida nella giustizia, ma quella di un uomo dominato da una vanità ridicola e offensiva. Pronunciare una frase come “modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale” mi provoca un disgusto profondo, viscerale. È un’affermazione ripugnante, che non solo trasuda un’arroganza senza confini, ma riduce la violenza sessuale a una questione di canoni estetici, quasi che il suo presunto bell’aspetto lo metta al di sopra di ogni sospetto e che una donna normale non meriti nemmeno rispetto. Le sue scuse successive, arrivate solo quando si è accorto del disastro mediatico, sono ipocrite, ridicole e non cancellano un bel nulla. Anzi, servono solo a confermare la miseria del personaggio. Se di solito scelgo la via del dubbio, stavolta la totale mancanza di dignità morale impressa in quella frase mi impedisce di girarmi dall’altra parte: di fronte a questo scempio, essere garantisti è diventato impossibile.

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