Le spiagge libere sono sempre meno, spesso sporche e, anno dopo anno, sembrano restringersi sempre di più. È una situazione che si ripete da tempo lungo il litorale di Baia Domizia e che continua a penalizzare quanti scelgono di trascorrere le proprie giornate al mare negli spazi pubblici, senza ricorrere agli stabilimenti balneari. Trovare un fazzoletto di spiaggia libera, possibilmente pulito e accessibile, è diventata un’impresa. Le lamentele non mancano, anche se nella maggior parte dei casi restano silenziose. Molti cittadini, ormai rassegnati, hanno fatto il callo a una situazione che si trascina da anni. Altri, invece, hanno deciso di non arrendersi e hanno intrapreso la strada delle segnalazioni formali. Da tempo vengono infatti inviate PEC al Comune di Sessa Aurunca, alla Polizia Municipale, al Demanio Marittimo, alla Regione Campania e alla Guardia Costiera. In alcuni casi le segnalazioni sono state accompagnate anche da raccolte firme promosse da cittadini e frequentatori della località balneare. Iniziative che, almeno finora, sembrano essere finite nel dimenticatoio. Tra le richieste avanzate agli enti competenti vi è quella di effettuare sopralluoghi accurati per verificare la reale consistenza delle aree di spiaggia libera presenti sul lungomare del Comune di Sessa Aurunca e per individuare eventuali irregolarità. L’obiettivo è quantificare il numero degli spazi disponibili e i relativi metri quadrati, accertando il rispetto delle concessioni demaniali. Secondo diverse testimonianze, accanto a chi opera nel pieno rispetto delle regole, vi sarebbe anche chi, stagione dopo stagione, sottrae piccoli tratti di arenile pubblico, riducendo progressivamente gli spazi destinati alla libera fruizione. Un fenomeno che, se confermato, avrebbe trasformato alcune spiagge libere in strette strisce di sabbia, paragonabili a vere e proprie “strisce pedonali”. Una vicenda che si trascina da anni e che è stata più volte portata all’attenzione delle istituzioni. Tra coloro che hanno messo nero su bianco osservazioni e segnalazioni figura anche il Console Generale d’Italia in Croazia, che da tempo evidenzia presunte anomalie nella gestione del demanio marittimo e solleva interrogativi sulle modalità e sulla frequenza degli interventi di pulizia delle spiagge libere.I cittadini attendono risposte e controlli concreti. Perché il mare e le spiagge rappresentano un bene pubblico e il diritto di accedervi liberamente non può essere sacrificato dall’indifferenza o da eventuali abusi.

SESSA AURUNCA – S. O. S Spiagge libere a Baia Domizia: poche, spesso sporche e sempre più piccole, nessuno interviene
0:00
