Oggi: 03 Set, 2026
sequestro villette abusive castel volturno2
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CASTELVOLTURNO- SESSA AURUNCA- Case abusive sul litorale domizio, chiuse le indagini: 11 proprietari verso il processo. Interessata anche la zona di Sessa Aurunca

2 mesi fa

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La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di undici proprietari di villette e appartamenti ritenuti abusivi lungo il litorale domizio. Il provvedimento, firmato dal sostituto procuratore Nicola Camerlingo, rappresenta l’ultimo passaggio prima della possibile richiesta di rinvio a giudizio.Gli indagati sono Vincenzo Gesuele, 78 anni, di Castel Volturno; Anna Virginia Favetta, 74 anni, di Casalnuovo; Assunta Buonincontro, 81 anni, di San Sebastiano al Vesuvio; Maria Romilda Traetta, 64 anni, di Mondragone; Raffaele Manganiello, 60 anni, di Nola; Cerlo Tafuri, 70 anni, di Marano di Napoli; Raffaela Romano, 83 anni, di Sant’Anastasia; Alessandro Di Mascolo, 57 anni, di Cellole; Ivana Ruggieri, 79 anni, di Itri; Pasquale Di Mascolo, 58 anni, di Itri, e Giancarlo Di Mascolo, 56 anni, anch’egli residente a Itri. Secondo l’ipotesi accusatoria, i proprietari avrebbero realizzato complessivamente nove manufatti edilizi in assenza del permesso di costruire, in totale difformità rispetto ai titoli edilizi eventualmente esistenti e senza le prescritte autorizzazioni sismiche né il deposito dei progetti strutturali. Le contestazioni riguardano anche l’occupazione abusiva di aree appartenenti al demanio marittimo, con la conseguente sottrazione di spazi destinati alla pubblica fruizione e il presunto deturpamento di beni immobili pubblici. Le costruzioni finite al centro dell’inchiesta sorgono nel territorio di Castel Volturno, in particolare alle estremità nord e ovest di viale Ercole Rosa, all’estremità ovest di viale G.M. Morlaiter e di viale A. Rizzo. Altri interventi edilizi contestati sono localizzati nel comune di Sessa Aurunca, in località Levagnole, sia nella zona meridionale che in quella centrale. Con la chiusura delle indagini preliminari, gli indagati avranno ora la possibilità di presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati prima che la Procura assuma le proprie determinazioni sull’eventuale esercizio dell’azione penale.

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