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CASERTA – Disabili visivi invisibili per l’ASL, l’U.I.C.I. denuncia e minaccia la class action

2 mesi fa

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L’U.I.C.I. (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) della sezione territoriale di Caserta denuncia pubblicamente l’inerzia della Direzione Generale dell’ASL Caserta in merito alla fornitura del “Kit Ti Guido Plus”, un ausilio tecnologico vitale per l’integrazione sociale e lavorativa dei disabili visivi. Da Aversa a Mondragone, un muro di silenzio burocratico sta privando decine di cittadini non vedenti del loro fondamentale diritto all’autonomia. Nonostante le precise prescrizioni dei medici oculisti specialisti, l’ASL Caserta sta autorizzando solo metà del kit necessario, sostenendo che una componente essenziale sarebbe riservata esclusivamente a chi ha disabilità motorie, ignorando che il kit è un sistema unico, integrato e indivisibile, progettato specificamente per chi non vede. “È come prescrivere un’auto e consegnarla senza motore con il pretesto che questo occupa spazio: senza quel codice specifico, l’intero sistema è totalmente inutilizzabile. Questo diniego si traduce in un vero e proprio calpestamento dei Livelli Essenziali di Assistenza e del diritto costituzionale alla salute”: è la denuncia dell’associazione. Dopo mesi di sterili richieste di confronto, l’U.I.C.I. ha inviato una formale richiesta di fornitura per tutti gli aventi diritto al Direttore Generale dell’ASL Caserta e, per conoscenza, al Garante Regionale dei Disabili e all’Assessorato alla Sanità della Regione Campania, chiedendo un intervento immediato per la revisione dei dinieghi parziali riscontrati presso i distretti di Aversa e Mondragone e per l’autorizzazione integrale del kit, in piena conformità con le norme vigenti. La posizione dell’U.I.C.I. si fonda su una lettura chiara della normativa: il Decreto Dirigenziale n. 07 del 15 gennaio 2026 della Regione Campania ha espressamente modificato il tariffario regionale, confermando la necessità di attivare procedure specifiche per garantire l’erogazione di tali ausili, mentre il DPCM 12 gennaio 2017 esclude qualsiasi obbligo di integrazione economica laddove le caratteristiche del dispositivo siano strettamente necessarie a garantire l’accessibilità in relazione alla menomazione funzionale del richiedente. Il comando vocale, sottolinea l’associazione, non rappresenta un’opzione accessoria o un lusso, ma un presidio determinante per l’abbattimento delle barriere comunicative, essenziale tanto per chi ha disabilità motorie quanto per ciechi assoluti, parziali e ipovedenti, che presentano oggettivi impedimenti nella digitazione standard. In assenza di un immediato cambio di rotta, l’U.I.C.I. Caserta è pronta ad affiancare i propri associati in una class action per ottenere il rispetto dei diritti dei ciechi e degli ipovedenti e ripristinare l’uniformità delle procedure di fornitura in tutti i distretti sanitari della provincia.

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