Il Gruppo consiliare “Noi Siamo Pignataro”, dopo aver preso atto della risposta dell’amministrazione comunale alla propria interrogazione sull’Ordinanza Sindacale n. 57/2026, sulla Determina n. 457/2026 e sulla gestione della Pignataro Patrimonio Srl, giudica quella risposta insufficiente. Nella dichiarazione depositata i consiglieri scrivono che la replica dell’ente “non supera nessuno dei profili di illegittimità e di irregolarità già documentati negli atti in possesso del Gruppo consiliare”.
Il primo nodo riguarda la legittimità dell’ordinanza sindacale del 25 giugno scorso, quella con cui il sindaco ha disposto interventi straordinari di pulizia, sfalcio e manutenzione del verde pubblico. Per l’opposizione l’atto avrebbe un vizio strutturale. Il potere di ordinanza contingibile e urgente, quello previsto dagli articoli 50 e 54 del Testo unico degli enti locali, si può esercitare solo quando ricorrono insieme più condizioni precise, un pericolo grave, concreto e attuale, un evento eccezionale e imprevedibile, l’impossibilità di fronteggiare la situazione con gli strumenti ordinari già previsti dall’ordinamento, e comunque per un tempo limitato e con misure proporzionate. Condizioni che, secondo i consiglieri firmatari, nel caso dell’ordinanza n. 57 non ricorrerebbero tutte insieme.
C’è poi il fronte economico. Il contratto di servizio in vigore con la Pignataro Patrimonio Srl prevede già un canone annuo di 40mila euro per la tutela ambientale e la manutenzione del verde pubblico cittadino. Nonostante questo, la Determina n. 457 del 2026 ha disposto l’utilizzo di quote vincolate del risultato di amministrazione per finanziare proprio interventi straordinari di salvaguardia ambientale. Per l’opposizione si tratta di una possibile duplicazione del costo dello stesso servizio, disposta senza che sia stata chiarita la necessità di ricorrere a risorse aggiuntive rispetto a quelle già stanziate nel contratto.
Da qui la richiesta che il gruppo consiliare rilancia con forza, quella di istituire la commissione consiliare di vigilanza prevista dall’articolo 6 del regolamento approvato con delibera di consiglio comunale n. 26 del 2007. Uno strumento che, denuncia “Noi Siamo Pignataro”, il Comune non ha mai attivato per verificare davvero come viene gestita la partecipata.
Il documento si chiude riproponendo la messa in mora dell’amministrazione, con la richiesta di ricevere entro trenta giorni la documentazione sulla struttura tecnica incaricata del controllo sulle partecipate, le relazioni semestrali della società degli ultimi tre anni, la relazione istruttoria dietro l’ordinanza n. 57 e le carte che dimostrerebbero come gli interventi straordinari non rientrassero già nel contratto di servizio in corso. In caso di silenzio, il gruppo si riserva “di attivare ogni iniziativa consentita dall’ordinamento, ivi incluso la segnalazione alla Procura Regionale della Corte dei conti per la Campania”.

PIGNATARO MAGGIORE – Verde pubblico e Pignataro Patrimonio, l’opposizione non arretra: “Risposta insufficiente, ora la commissione di vigilanza”
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