Oggi: 03 Set, 2026
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CAMPANIA – Zinzi attacca sul Pnrr, “Campania ferma al 16,8%, da De Luca a Fico cambiano i nomi ma resta l’immobilismo”

2 settimane fa

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Affondo del deputato leghista Gianpiero Zinzi sui ritardi della Campania nell’attuazione del Pnrr. Il coordinatore regionale del Carroccio punta il dito contro una stagione politica che, a suo dire, non è riuscita a trasformare le ingenti risorse europee in opere concrete per il territorio. Zinzi parte dai numeri: quasi quindici miliardi di euro di finanziamenti destinati alla regione, a fronte di appena il 16,8% dei progetti conclusi. Un dato che, secondo il parlamentare, racconta più di ogni discorso politico il ritardo accumulato dalla Campania. Nel mirino finisce soprattutto la gestione dell’ex governatore Vincenzo De Luca, accusato per anni di aver scaricato sul Governo nazionale le responsabilità dei mancati investimenti: “Quasi 15 miliardi di euro di finanziamenti Pnrr destinati alla Campania e appena il 16,8% dei progetti conclusi. È un dato impietoso che fotografa meglio di qualsiasi slogan il ritardo accumulato dalla nostra regione e certifica il fallimento di una stagione politica” dichiara Zinzi, sottolineando come le risorse non siano mai mancate, quanto piuttosto la capacità di utilizzarle in tempi rapidi. L’attenzione si sposta poi sull’attuale presidente della Regione, Roberto Fico, del quale Zinzi teme una continuità con il passato più che una reale discontinuità. A preoccupare il deputato leghista sarebbero già i primi segnali arrivati dalla nuova gestione regionale, dai dubbi sulla realizzazione dell’aeroporto di Grazzanise ai no registrati su alcune infrastrutture ritenute strategiche, fino alle incertezze legate alla gestione dell’emergenza Campi Flegrei. Per Zinzi si tratta della conferma di una cultura politica incline al rinvio e ai veti ideologici, incapace di assumersi la responsabilità delle scelte. Il parlamentare rimarca poi il valore irripetibile delle opportunità offerte dal Pnrr per il Mezzogiorno, ricordando che ogni progetto rimasto sulla carta si traduce concretamente in un’infrastruttura mai realizzata, in un servizio mai migliorato e in posti di lavoro persi. Netto l’appello finale rivolto al neopresidente della Regione: “Dopo dieci anni di De Luca, Fico scelga se vuole rappresentare davvero una discontinuità oppure essere semplicemente il nuovo volto dello stesso centrosinistra dell’immobilismo e del declino” conclude Zinzi, rivendicando per la Lega un modello alternativo di gestione regionale fondato sulla capacità decisionale e sul pieno utilizzo delle risorse disponibili per generare crescita e occupazione.

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