La Commissione Straordinaria di Liquidazione del Comune di Cancello ed Arnone ha avviato i procedimenti per regolarizzare due aree pubbliche occupate senza titolo da decenni, quella di Piazza Mercato e quella della Villa Comunale, ma allo stesso tempo ha diffidato formalmente l’ente a mettere finalmente a disposizione le risorse finanziarie necessarie a soddisfare i creditori della procedura di dissesto, ferme da nove anni. La delibera, approvata all’unanimità il 4 agosto scorso dai commissari Antonio Montano, presidente, Fabio Giombini e Giovanni Marrone, nasce dall’esecuzione di due sentenze del Tar Campania che lo scorso luglio hanno annullato per incompetenza i decreti comunali con cui nel giugno 2025 si era proceduto all’acquisizione delle due aree, di 6.777 metri quadrati la prima, occupata dal Comune dal 1998, e di 7.385 metri quadrati la seconda. Secondo i giudici amministrativi, la competenza su queste vicende spetta ora proprio all’Organo di Liquidazione, e non più alla Giunta comunale. Nel provvedimento la Commissione ripercorre una vicenda che si trascina dal 2015, anno in cui il Consiglio comunale dichiarò il dissesto finanziario dell’ente. Due anni dopo, nel 2017, il Comune scelse la cosiddetta modalità semplificata di liquidazione, impegnandosi a reperire risorse attraverso la vendita di beni patrimoniali, il recupero dell’evasione fiscale e la contrazione di un mutuo, per poter soddisfare i creditori. A distanza di nove anni, denuncia oggi l’Organo di Liquidazione, quell’impegno non ha avuto alcuna attuazione: nessuna alienazione, nessun mutuo, nessuna risorsa aggiuntiva è mai arrivata alla procedura. Il risultato è che le proposte di pagamento ai creditori si sono potute fermare solo alle prime istanze pervenute in ordine cronologico, lasciando scoperti tutti quelli arrivati successivamente, con una massa passiva ammissibile che oggi sfiora i 29 milioni di euro a fronte di un attivo residuo di poco più di 8,5 milioni, per una capienza teorica del 29,69%. Proprio in questo quadro si inserisce la richiesta più recente del sindaco, che lo scorso 27 luglio aveva chiesto alla Commissione di avviare le procedure per acquisire definitivamente le due aree, senza però fornire delibere consiliari, perizie di stima né alcuna indicazione sulla provvista finanziaria necessaria. Una richiesta che l’Organo di Liquidazione, dopo aver acquisito il parere dell’avvocato Lucio Perone, ha giudicato inaccoglibile nei termini in cui è stata formulata. I commissari sottolineano come un nuovo indennizzo per le due aree, calcolato secondo i criteri di legge, sarebbe di importo largamente superiore alle somme già accantonate nel piano di estinzione, e finirebbe per gravare sulla stessa massa comune dei creditori, sottraendo risorse a chi ha presentato istanza prima e riducendo ulteriormente la percentuale di soddisfacimento per tutti. Per questo la delibera stabilisce una linea netta: nessun indennizzo potrà essere liquidato con priorità o corsie preferenziali rispetto agli altri creditori della procedura, e ogni decreto di acquisizione delle aree potrà essere adottato solo se il Comune metterà a disposizione risorse aggiuntive sufficienti a pagare anche i creditori che precedono cronologicamente le due posizioni in questione. La Commissione ha dato al Comune trenta giorni di tempo per presentare le delibere consiliari necessarie, le perizie di stima aggiornate e soprattutto l’indicazione concreta della provvista finanziaria, diffidando l’ente ad attuare finalmente l’impegno assunto nel 2017. Decorsi novanta giorni dalla delibera, l’Organo di Liquidazione assumerà comunque una decisione definitiva: se le risorse non arriveranno, il decreto di acquisizione non sarà adottato e la questione tornerà nelle mani del Comune, che dovrà scegliere se restituire le aree ai legittimi proprietari o percorrere altre strade con fondi propri, al di fuori della procedura di dissesto.

CANCELLO ED ARNONE – Aree occupate senza titolo, l’Organo di Liquidazione diffida il Comune a trovare le risorse
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