Oggi: 02 Set, 2026
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Minacce di morte a Gianfranco Paglia dopo le parole su Vannacci: denunciato un profilo social

2 settimane fa

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“Se fosse per me basterebbe un 7,62. Canemorto”. È uno dei messaggi finiti nella denuncia presentata dal tenente colonnello Gianfranco Paglia dopo le minacce ricevute sui social. Un riferimento esplicito a un’arma da fuoco, accompagnato da insulti, che ha spinto l’ufficiale a rivolgersi alle autorità competenti.
Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare e consigliere del ministro della Difesa Guido Crosetto, ha spiegato di aver denunciato un profilo social. Secondo quanto riferito dallo stesso ufficiale, le minacce sarebbero arrivate dopo le sue recenti dichiarazioni sul generale ed europarlamentare Roberto Vannacci.
La vicenda è arrivata fino al ministro della Difesa. “Si può dissentire, discutere, avere idee profondamente diverse, ma quanto accaduto rappresenta il superamento di un limite che non dovrebbe mai essere oltrepassato”, ha scritto Crosetto sui social. “La minaccia non è confronto. È violenza. E come tale va condannata, sempre e senza ambiguità”, ha aggiunto il ministro, assicurando a Paglia la propria vicinanza e quella della Difesa.
Anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, è intervenuto attraverso l’account ufficiale delle Forze Armate. “Condanno con assoluta fermezza, anche a nome di tutte le Forze Armate, le gravissime minacce di morte rivolte al Ten. Col. Gianfranco Paglia, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare, massima onorificenza concedibile a un militare”, si legge nella nota. “Il Ten. Col. Paglia merita il massimo rispetto per la sua storia, il suo servizio e il suo esempio”, ha aggiunto Portolano, sottolineando che “quando la normale dialettica sfocia in violenza, in qualsiasi forma, non è mai accettabile in un contesto civile, che esige rispetto reciproco, anche tra coloro che hanno opinioni diverse”.
Il confronto con Vannacci aveva già assunto toni molto duri. Paglia aveva contestato pubblicamente alcune delle posizioni espresse dal generale e, in una recente intervista, era tornato sulla questione spiegando di considerare alcune sue dichiarazioni incompatibili con i valori che dovrebbero appartenere a chi indossa un’uniforme. Nei giorni scorsi era tornato a parlarne anche in televisione.
È in questo clima che sui social sono comparsi gli attacchi contro Paglia. Dalle critiche alle sue posizioni si è passati a messaggi che, secondo la denuncia, contengono minacce esplicite di morte. L’episodio è stato definito dalla Difesa un superamento di quel limite che dovrebbe separare il confronto, anche duro, dall’intimidazione.
Il 2 luglio 1993, durante la battaglia del Checkpoint Pasta a Mogadiscio, allora sottotenente, rimase gravemente ferito da tre proiettili mentre cercava di mettere in salvo l’equipaggio di un blindato immobilizzato. Da allora vive su una sedia a rotelle.
Le reazioni alla denuncia sono arrivate in queste ore anche dal mondo politico. Gianpiero Zinzi, deputato della Lega e coordinatore regionale del partito in Campania, ha espresso solidarietà all’ufficiale, parlando di un abbraccio e dell’auspicio che le autorità individuino presto i responsabili. Anche la senatrice casertana Giovanna Petrenga, di Fratelli d’Italia, ha preso posizione, ricordando che le minacce di morte non possono passare inosservate.
La denuncia dovrà ora consentire agli investigatori di risalire all’autore del profilo e verificare la responsabilità per i messaggi pubblicati. Sul piano politico, invece, resta una discussione che può essere anche aspra. Quello che è accaduto dopo, però, appartiene a un altro terreno. E sarà la magistratura a stabilire se e quali reati siano stati commessi.

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