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vannacci e burgio
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CASERTA/MILANO – Da colonnello dei Carabinieri contro i Casalesi a candidato sindaco di Milano: la storia di Carmelo Burgio e del “modello Caserta”

6 giorni fa

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Il generale Carmelo Burgio, alla guida del Comando Provinciale dei Carabinieri di Caserta dal 2004 al 2008, sarà candidato sindaco di Milano. Ad annunciarlo è stato il generale Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, dal palco della Versiliana, ricordando proprio gli anni casertani del militare come uno dei punti di forza della sua candidatura. Tra il 2004 e il 2008 la provincia di Caserta visse una delle fasi più cruente della guerra di camorra, con il clan dei Casalesi al centro di faide, omicidi e attività illecite diffuse su tutto il territorio. In questo scenario Burgio, allora colonnello, guidò il Comando provinciale dei Carabinieri, coordinando operazioni ad alto rischio e ottenendo risultati investigativi di rilievo. Nacque in quegli anni il cosiddetto modello Caserta, frutto della stretta collaborazione tra Burgio, il prefetto Ezio Monaco e il questore Carmelo Casabona: un’intesa operativa che permise di colpire duramente la struttura dei Casalesi attraverso azioni coordinate tra forze dell’ordine, magistratura e istituzioni locali, un approccio ancora oggi citato come esempio di efficacia nella lotta alla camorra. Durante il quinquennio di comando di Burgio, i Carabinieri di Caserta registrarono un numero elevato di arresti di camorristi: 111 nel 2005, con 14 latitanti catturati, 95 nel 2006 con 15 latitanti, 145 nel 2007 con 13 latitanti, fino ai 186 arresti dei primi mesi del 2008, con la cattura di 14 superlatitanti. Uno dei risultati più simbolici del periodo fu la cattura del boss latitante Giuseppe Setola, la primula rossa dei Casalesi, avvenuta nel 2008 dopo una lunga caccia. Burgio, in dichiarazioni dell’epoca, sottolineò che “lo Stato vince sempre” e che Setola sarebbe stato preso, come poi effettivamente avvenne: per questo risultato, nel 2009, ricevette il premio Joe Petrosino, con una motivazione legata proprio alla cattura del boss. Secondo quanto riferito da Vannacci, a Caserta Burgio condusse operazioni spregiudicate contro i Casalesi, tanto da ottenere l’appoggio di un reggimento paracadutisti in missioni di supporto, azioni che contribuirono a smantellare parti significative della struttura criminale nella provincia. Negli anni successivi Burgio ha più volte commentato il periodo casertano, parlando anche della strage del 2008 come crocevia della lotta ai Casalesi e del successivo consolidamento del modello Caserta, ed esprimendo in alcune occasioni giudizi critici su figure come Roberto Saviano. Non sono mancati inoltre i ritorni a Caserta: nel 2026 il generale è stato ospite del Museo Olivetti di Villa Vitrone, dove ha dialogato con gli studenti sull’esperienza del modello Caserta e sul ruolo dello Stato nel contrasto alla criminalità organizzata.

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