Oggi: 02 Set, 2026
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Gli inviati di Report: “La conferma di Ranucci sarebbe l’unica garanzia per la nostra autonomia”

5 giorni fa

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“La conferma di Ranucci sarebbe al momento l’unica garanzia per poter continuare a svolgere il nostro lavoro con autonomia e indipendenza”. È il passaggio centrale del comunicato diffuso il 28 agosto dagli inviati di Report, che respingono le ricostruzioni secondo cui la squadra avrebbe sfiduciato o “scaricato” Sigfrido Ranucci.
Gli inviati sostengono di aver invece appoggiato nelle ultime settimane la riconferma del conduttore e prendono le distanze da qualsiasi richiesta di sostituzione o rimozione. “Non siamo certamente noi, che in queste settimane abbiamo sostenuto la riconferma di Ranucci, ad aver chiesto la sua sostituzione o rimozione”, affermano.
Nel comunicato viene poi contestata la prospettiva di una nuova conduzione e gestione del programma. Gli inviati riferiscono che l’azienda avrebbe annunciato una convocazione per la prossima settimana, durante la quale verrebbero comunicate “unilateralmente, senza margine di discussione”, le soluzioni individuate per il futuro di Report.
Secondo la squadra, sarebbero già stati avviati colloqui e sondaggi informali con soggetti esterni all’attuale gruppo di lavoro per definire la nuova catena di comando della trasmissione.
È proprio su questo punto che gli inviati hanno scritto al direttore Paolo Corsini, chiedendo di bloccare quello che definiscono un possibile tentativo di “commissariamento e normalizzazione di Report”. Nella lettera sostengono che all’interno della trasmissione esistano già tutte le professionalità necessarie per garantirne l’operatività e proseguire il lavoro.
Gli inviati respingono inoltre l’accusa di aver tradito Ranucci. “Chi fa il gioco di accusare gli inviati di Report di una sorta di tradimento nei confronti di Sigfrido Ranucci ha in animo solamente di distruggere la trasmissione e di piegarla ai diktat della politica”, si legge nel comunicato.
La posizione della squadra viene quindi ricondotta alla difesa dell’autonomia professionale. “L’unico nostro interesse è difendere l’indipendenza di Report e la libertà di svolgere il nostro lavoro”, affermano gli inviati, rivendicando la possibilità di continuare a lavorare con “passione, dedizione e autonomia”.

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