Oggi: 17 Ott, 2026
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CELLOLE – Oggi i funerali di Carla Barbato, mamma esemplare morta a 52 anni: il sindaco Guido Di Leone “un dolore che ci lascia senza parole”

1 mese fa

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Si svolgono oggi alle 16 i funerali di Carla Barbato, la donna di 52 anni strappata via troppo presto all’affetto dei suoi cari e a un’intera comunità che ancora fatica a trovare le parole per questo dolore. Carla era stata colpita da un grave malore e per lei era stato disposto il trasporto d’urgenza in eliambulanza verso l’ospedale di Benevento, nel disperato tentativo di salvarle la vita. Ma il suo cuore ha smesso di battere prima dell’atterraggio, e i medici a bordo hanno tentato il tutto per tutto per rianimarla durante il volo. Carla a Benevento non è arrivata viva. Una lavoratrice instancabile, una presenza solida e silenziosa che ha dedicato la vita alla sua famiglia con una dedizione fatta di piccoli gesti quotidiani, sacrifici mai raccontati e un amore incondizionato per i suoi figli. Una mamma esemplare, capace di essere sempre presente, di mettere sempre gli altri prima di sé, di costruire con pazienza e tenacia una famiglia unita e serena. Oggi quella famiglia si trova a fare i conti con un vuoto incolmabile. Carla lascia il marito Martino Verrengia, i figli Maia Pia e Roberto, che perdono la loro guida più preziosa, l’anziana madre Carmela, costretta a vivere il dolore più grande per un genitore, e le sorelle Matilde e Stefania. Il sindaco di Cellole Guido Di Leone ha voluto esprimere la vicinanza dell’amministrazione e dell’intera comunità: “ci sono notizie che arrivano all’improvviso e che lasciano un’intera comunità senza parole. La scomparsa di Carla Barbato, a soli 52 anni, è una di queste. Una donna buona, gentile, sempre disponibile con tutti. Una moglie e una mamma, che lascia un vuoto immenso soprattutto nel cuore dei suoi due figli e di tutta la sua famiglia”. Di Leone ha rivolto un pensiero personale all’amico Martino Verrengia, rivolgendo alle famiglie Verrengia e Barbato le più sentite condoglianze e l’abbraccio di un’intera comunità che oggi si stringe attorno a loro condividendone lo strazio. Che la terra ti sia lieve, Carla.

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