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Il Paese di Dante parla sempre più inglese sotto l’invasione degli anglicismi, l’italiano sta scomparendo

6 giorni fa

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Siamo il Paese di Dante, custodi di una lingua tra le più ricche e affascinanti al mondo, eppure oggi assistiamo a una vera e propria invasione degli anglicismi. Lontano sembra ormai il tempo del famoso detto: “Parla come ti ha fatto tua madre“. Non si tratta di una regressione linguistica, ma forse di qualcosa di diverso: i frutti misti, a volte, possono fare male.Se una persona conosce l’inglese e decide di tenere un discorso interamente in inglese, tanto di cappello. Ma allora perché inserire continuamente parole inglesi in un discorso italiano, quando esistono termini perfettamente equivalenti nella nostra lingua? L’abuso di vocaboli inglesi e di anglicismi, utilizzati per sostituire, spesso senza alcuna reale necessità e soltanto per distinguersi o apparire, illusoriamente, più professionali , i corrispondenti vocaboli italiani, è diventato una tendenza sempre più diffusa negli ultimi anni.Ormai sembra non esserci più alcun freno. Parole come; founder,mission, team, sold- out, food, meetingfeedbackdeadlinelocationperformancesmart working ( alcuni esempi)  e tante altre sono entrate stabilmente nel nostro linguaggio quotidiano, spesso prendendo il posto di parole italiane altrettanto chiare ed efficaci. Pian piano, la nostra bella lingua rischia di perdere spazio a favore dell’inglese, una lingua che, per quanto importante e internazionale, non ci appartiene e non dovrebbe necessariamente sostituire la nostra. Fra poco, per comprendere fino in fondo un testo scritto in italiano, avremo bisogno di un dizionario di inglese. Eppure c’è anche un’ironia nella storia delle parole: molti termini inglesi che utilizziamo oggi affondano le proprie radici nel latino, la nostra vera lingua madre. Forse dovremmo quindi ricordarci che l’italiano non è una lingua povera, da arricchire continuamente con parole straniere. È, al contrario, una lingua ricchissima, capace di esprimere con precisione sfumature, concetti ed emozioni. Conoscere l’inglese è una ricchezza. Utilizzarlo quando serve è una necessità. Ma sostituire sistematicamente l’italiano con l’inglese, anche quando non ce n’è bisogno, è un’altra cosa. Difendere la lingua italiana non significa rifiutare le lingue straniere. Significa semplicemente non dimenticare la propria. ALTRI ESEMPI:

Abstract: riassunto
Audience: pubblico
Background: sfondo
Backstage: dietro le quinte
Badge: tesserino
Boss: capo
Brand: marca
Break: pausa
Business: affari
Buyer: compratore
Cash: contanti
Coach: allenatore
Concept: idea
Community: comunità
Cool: figo
Copyright: diritto d’autore
Deadline: scadenza
Display: schermo
Fashion: moda
Flop: fiasco
Food: cibo
Freelance: libero professionista
Gossip: pettegolezzo
Happy end: lieto fine
Hotel: albergo
Look: aspetto
Mail: posta
Make up: trucco
Manager: dirigente
Match: partita
Meeting: incontro
Mission: missione
News: notizie
Okay: va bene
Part time: orario ridotto
Partner: compagno/a
Party: festa
Relax: rilassarsi
Trend: tendenza
Show: spettacolo
Sexy: sensuale
Staff: personale
Startup: nuova impresa
Team: squadra
Ticket: biglietto
Trash: spazzatura
Weekend: fine settimana (che poi molti dicono ‘ci vediamo nel week’)
Workout: allenamento
Workshop: seminario

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