
Il paese natale dell’agente della Port Authority ha reso omaggio al concittadino morto a New York mentre cercava di salvare altre persone Giano Vetusto, piccolo centro caleno che si arrampica sulle pendici del Monte Maggiore, ha ricordato questa mattina Domenico “Mimmo” Pezzulo, a 25 anni dall’attentato alle Torri Gemelle. Il paese ha reso omaggio al concittadino che l’11 settembre 2001 perse la vita a New York, dove prestava servizio come agente della Polizia della Port Authority. Nato a Giano Vetusto il 15 agosto 1965, Pezzulo aveva 36 anni quando rimase coinvolto nel crollo delle Torri Gemelle. Quel giorno partecipò alle operazioni di soccorso al World Trade Center. Dopo il primo crollo riuscì a liberarsi dalle macerie e continuò a prestare aiuto al collega Will Jimeno, rimasto intrappolato insieme al sergente John McLoughlin.

Quando un nuovo crollo provocò la caduta di altre macerie, Pezzulo fu colpito mortalmente. Prima di morire riuscì a sparare un colpo in aria nel tentativo di segnalare ai soccorritori la loro posizione. La sua storia è stata raccontata anche nel film World Trade Center di Oliver Stone, uscito nel 2006, nel quale Pezzulo è interpretato dall’attore Jay Hernández. Questa mattina il paese lo ha ricordato con una cerimonia organizzata dalla sezione locale dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci insieme all’Amministrazione comunale. Il programma è iniziato alle 10.40 in Piazza Pozzillo, con il ritrovo dei partecipanti, seguito dalla Santa Messa nella Chiesa Madre e dagli interventi delle autorità. Alla commemorazione hanno preso parte autorità civili, militari e religiose, insieme ai rappresentanti delle istituzioni dei Comuni vicini e alle associazioni d’arma e combattentistiche dell’Agro Caleno. Presente anche un trombettista militare americano, che ha accompagnato i momenti solenni della cerimonia. Terminata la Messa e gli interventi delle autorità, i partecipanti si sono mossi in corteo verso il Monumento ai Caduti, dove si sono svolti l’alzabandiera e gli onori ai caduti. La cerimonia è quindi proseguita verso la casa nella quale Mimmo era cresciuto, dove si trova la lapide a lui dedicata e dove è stata deposta una corona d’alloro. La madre Vittoria Mercone e il padre Secondino, conosciuto come Dino, si trovavano proprio a Giano quel giorno. “Quando si interruppero le trasmissioni e fu data la notizia, la mamma di Mimmo si trovava proprio a casa mia”, è il ricordo di chi era accanto alla famiglia in quelle ore. “Remember me… Don’t forget me, never, please…” È una frase attribuita a Mimmo. “Ricordatemi… Non dimenticatemi mai, per favore.” Questa mattina Giano Vetusto lo ha ricordato. E ha rinnovato il suo impegno a non dimenticarlo.

