Con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative, a Pastorano l’opposizione torna a farsi vedere. Sui muri del paese compare un manifesto firmato dai consiglieri di minoranza Giovanni Diana, Vincenzo Capezzuto e Gaetano Di Gaetano, sotto il simbolo di SìAmo Pastorano. Il documento contiene un giudizio molto duro sull’amministrazione Russo, definita «la peggiore di sempre», e traccia un bilancio dei nove anni di governo, tra il primo mandato del sindaco e il successivo bis.
Non abbiamo elementi per stabilire se l’amministrazione Russo sia stata la migliore o la peggiore di sempre. Questo giudizio lo lasciamo ai cittadini. Una considerazione, però, è legittima: l’assenza e l’evanescenza dell’opposizione nel corso della consiliatura difficilmente consentono di considerarla la migliore della storia di Pastorano.
Secondo i firmatari, la gestione amministrativa sarebbe stata segnata da clientelismo e sprechi di risorse, con incarichi, lavori e posti di lavoro assegnati ad amici e parenti stretti del primo cittadino. Tra le contestazioni figura anche il nuovo piano urbanistico, che i consiglieri ritengono destinato ad accontentare pochi, con la responsabilità scaricata sul commissario. Sulla ex VAVID, invece, sostengono che lo smantellamento sarebbe avvenuto senza che siano chiare le previsioni per l’area.
Una parte del documento riguarda la pressione fiscale e i costi a carico dei cittadini. La minoranza parla di un aumento dell’addizionale IRPEF «di oltre il triplo», nonostante il proprio parere contrario, e sostiene che le maggiori entrate sarebbero servite soprattutto a raddoppiare lo stipendio del sindaco. Nel mirino finiscono anche gli aumenti dei diritti di segreteria e degli oneri per le monetizzazioni, che secondo i consiglieri avrebbero reso quasi impossibile costruire casa a Pastorano.
Sul fronte dei lavori pubblici, il manifesto richiama gli interventi di Via Latina e Via Matteotti, per un importo superiore al milione di euro, sostenendo che la situazione sarebbe peggiorata. Vengono contestati anche i dossi installati e poi rimossi, con un costo indicato in oltre diecimila euro. Altri rilievi riguardano la villa comunale, dove vengono segnalati ratti e zecche, le caditoie otturate, il cimitero invaso dai piccioni e una disinfestazione che, secondo l’opposizione, sarebbe ferma da circa un anno.
In chiusura, i consiglieri tornano sulla richiesta, avanzata da oltre due mesi, di un consiglio comunale aperto sul parcheggio Gesia/Sorgeko, previsto di fronte all’impianto di rifiuti esistente. La minoranza ribadisce la contrarietà alla realizzazione di nuovi impianti e conclude con lo slogan: «Pastorano non è una discarica».

