Rifiuti abbandonati nella zona al confine tra Pignataro Maggiore, Pastorano e Giano Vetusto. Lastre che sembrano in cemento-amianto, bottiglie, macerie e altri materiali. Gli incendi dell’estate hanno riportato tutto alla luce.
Lastre ondulate spezzate, alcune ridotte in frammenti, tubi e altro materiale abbandonato sul terreno. È quello che si trova sulla collina dell’acquedotto, nella località “Santella”, al confine tra Pignataro Maggiore, Pastorano e Giano Vetusto. Le fotografie scattate sul posto mostrano numerose lastre grigie che, per aspetto, sembrano in cemento-amianto. Molte sono rotte, con parti frantumate e frammenti sparsi tra le pietre e il terreno. In un punto si vedono anche lastre annerite vicino a una chiazza di cenere. Poco distante c’è un grosso cumulo di bottiglie di vetro, in gran parte scure, e poi macerie edili, piastrelle rotte, un secchio di idropittura e pezzi di telo. Gli incendi che quest’estate hanno attraversato la zona hanno bruciato la vegetazione e lasciato il terreno scoperto, e i rifiuti rimasti per anni nascosti tra le sterpaglie sono tornati visibili. Basta percorrere la provinciale Pignataro-Giano e salire gli “otto curvoni” per incontrare più punti in cui sono stati abbandonati rifiuti, ma alla “Santella” il colpo d’occhio è peggiore, perché intorno all’acquedotto ci sono cumuli di materiali di ogni genere, oltre alle lastre. Se quelle lastre siano davvero in cemento-amianto lo dovranno accertare gli enti competenti. Intanto, con tanti pezzi rotti lasciati sul terreno, un intervento sarebbe comunque necessario. La zona avrebbe bisogno di una bonifica complessiva, dai materiali che potrebbero contenere amianto fino agli altri rifiuti sulla collina e lungo la strada. La presenza dei rifiuti era già stata segnalata attraverso articoli giornalistici, senza che l’area venisse bonificata. Gli incendi, adesso, hanno solo reso ancora più visibile quello che già c’era.

