Reclutati direttamente per strada, caricati su furgoni in condizioni ritenute precarie e trasportati nelle campagne per affrontare turni di lavoro che, secondo gli investigatori, potevano arrivare a 12-14 ore consecutive, anche per sette giorni alla settimana. È lo scenario emerso da una lunga attività investigativa sul fenomeno del caporalato e sul presunto sfruttamento di lavoratori stranieri trax Mondragone e Villa Literno. L’indagine, durata oltre due anni, è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Al centro degli accertamenti ci sarebbe stato un sistema di reclutamento e impiego di manodopera priva, secondo l’ipotesi investigativa, di regolare contratto di lavoro. I braccianti sarebbero stati accompagnati nei terreni agricoli e impiegati nella raccolta degli ortaggi per periodi di lavoro particolarmente prolungati. Particolarmente basse, sempre secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero state le retribuzioni. In alcuni casi il compenso avrebbe raggiunto appena 80 centesimi o 1,50 euro per ogni cassetta di prodotti raccolta, mentre per altri lavoratori la paga sarebbe stata compresa tra 3 e 4 euro all’ora. L’attività investigativa ha combinato diverse tecniche di accertamento: osservazioni e pedinamenti, controlli sul territorio, sopralluoghi nei campi agricoli e acquisizione di immagini fotografiche e video. Per documentare gli spostamenti e le attività svolte nei terreni sarebbero stati utilizzati anche droni, oltre a strumenti di natura tecnica. Secondo la ricostruzione accusatoria, i lavoratori sarebbero stati sottoposti alla vigilanza costante dei cosiddetti “caporali”. Gli stessi braccianti, sempre secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero stati sottoposti a pressioni e minacce legate alla possibilità di perdere il lavoro. In particolare, sarebbe stata prospettata la perdita dell’occupazione in caso di mancata fuga durante i controlli delle forze dell’ordine, di rendimento ritenuto insufficiente o anche in presenza di malattia. Al termine degli accertamenti sono state disposte quattro misure cautelari coercitive. Per tre persone, tutte domiciliate in provincia di Caserta, il giudice ha stabilito l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Per un quarto indagato, anch’egli residente nel Casertano e ritenuto coinvolto a vario titolo nella vicenda, è stato invece disposto l’obbligo di dimora. L’ipotesi di reato contestata è quella di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, fattispecie comunemente indicata come caporalato. Secondo l’impostazione della Procura, gli indagati avrebbero reclutato e impiegato lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno. Va ricordato che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che le contestazioni dovranno essere sottoposte alle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria. Le persone coinvolte sono da considerarsi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

MONDRAGONE- VILLA LITERNO- Caporalato e sfruttamento di lavoratori: braccianti reclutati in strada e impiegati nei campi fino a 14 ore al giorno, 80 centesimi o 1,50 euro per ogni cassetta di prodotti raccolta
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