L’editoriale di questa domenica merita un’attenzione particolare, perché al centro della scena c’è un centrodestra locale che sta mettendo in atto un’operazione politica da analizzare fino in fondo. In questi giorni è stato redatto un documento per aprire alle segreterie provinciali di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega un tavolo di confronto per definire le alleanze in vista delle prossime elezioni amministrative. Un passaggio che in qualsiasi altro contesto apparirebbe del tutto fisiologico, ma che a Sessa Aurunca assume contorni quasi grotteschi. A Sessa Aurunca, infatti, un centrodestra strutturato e con una linea politica coerente semplicemente non esiste più. Quel poco che ne rimane viaggia senza una guida autorevole e senza una visione comune. Un dato di fatto sotto gli occhi di chiunque segua le dinamiche del consiglio comunale. Sorge allora spontanea la vera domanda: “a chi serve davvero questo tavolo politico?” La risposta non si trova a Sessa, ma nei palazzi provinciali. Questo tavolo serve a chi ha già lo sguardo rivolto alle future elezioni politiche e necessita di blindare gli equilibri prima di spartirsi i candidati sindaco nei comuni più grandi della provincia. Fa comodo, in primis, al segretario provinciale di Fratelli d’Italia, Girolamo Cangiani, che punta a lanciare il collega parlamentare Marco Cerreto alla carica di sindaco di Caserta, togliendosi così di dosso un potenziale e ingombrante concorrente interno per le politiche. Fa comodo anche al segretario regionale della Lega, Gianpiero Zinzi, che davanti alla flessione del partito potrebbe considerare in prima persona la corsa a primo cittadino nel capoluogo. Una volta confezionato il pacchetto casertano, la casella di Sessa Aurunca verrà riempita di conseguenza, calando dall’alto un candidato sindaco scelto a tavolino altrove, con il territorio relegato a semplice comparsa. Peccato che a Sessa i protagonisti locali abbiano già mosso le loro pedine, infischiandosene dei tavoli provinciali. In consiglio comunale, Fratelli d’Italia schiera Francesco Brasile, ancorato saldamente a sostegno del sindaco uscente Lorenzo Di Iorio, nonostante l’amministrazione sia a marcata trazione di centrosinistra. Un Di Iorio bulimico di simboli, che è riuscito perfino ad appropriarsi della gestione del Pd locale posizionando una sua persona alla guida del commissariamento. Sul fronte opposto, il forzista Francesco Gagliardo guarda ormai con decisione verso lo sfidante Antonio Fusco. E poi c’è la Lega, rappresentata in aula da Mario Truglio, ed è qui che il quadro sfiora il paradosso. Domenica scorsa abbiamo dedicato un passaggio preciso a Truglio e al suo mentore Alberto Verrengia, ponendo una domanda elementare: “da che parte stanno? In maggioranza o all’opposizione?” La replica di Truglio è arrivata, ma ha finito per non rispondere a nulla, avvolta in un politichese incomprensibile. Riformuliamo allora il quesito, con la massima chiarezza e senza alcuna preconcetta ostilità: “Caro consigliere, faccia un gesto di trasparenza: è in maggioranza o all’opposizione?”. E se la risposta dovesse essere che sta con Zinzi e Verrengia, la domanda si sposta di un passo: “Zinzi e Verrengia stanno con la giunta Di Iorio o contro la giunta Di Iorio?“. Nel frattempo il tavolo provinciale ha già i posti assegnati e la sedia per Sessa Aurunca, a quanto pare, è l’unica a cui nessuno ha ancora chiesto chi la occuperà. Io una proposta ce l’ho: la prossima riunione si faccia a Sessa, e come primo punto all’ordine del giorno si mettano queste tre domande: “Brasile è pronto a lasciare Di Iorio?” “Gagliardi è pronto a seguire alla lettera le indicazioni di Forza Italia?” Infine, “Truglio sta in maggioranza o all’opposizione?”. Se arrivano queste risposte il resto lo scriviamo in dieci minuti.

EDITORIALE – SESSA AURUNCA – Politica di scambio: così il centrodestra baratta il futuro della città per la corsa a sindaco di Caserta
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