Tommy aveva soltanto sei anni. Un’età fatta di giochi, sorrisi, sogni da inseguire e giorni tutti da vivere. La sua scomparsa lascia un vuoto immenso nel cuore di Franca e Andrea e riporta l’intera comunità davanti a una domanda che non può più essere ignorata: quanto è difficile vivere e crescere in una terra che da troppo tempo chiede attenzione, tutela e risposte? A Sant’Anna e a Giugliano il dolore per la morte del piccolo Tommy si intreccia con una preoccupazione che accompagna da anni tante famiglie della Terra dei Fuochi. In questo territorio, segnato dall’inquinamento e dalle battaglie per la salvaguardia ambientale, la paura per la salute dei propri figli è una ferita quotidiana. Ogni famiglia vorrebbe poter guardare al futuro con serenità, senza convivere con il dubbio che l’ambiente in cui vive possa rappresentare un pericolo. La morte di un bambino impone rispetto, silenzio e vicinanza ai suoi cari. Non è giusto trasformare una tragedia privata in una certezza che non trova conferma nei fatti: non è possibile attribuire alla Terra dei Fuochi la malattia di Tommy senza evidenze mediche e scientifiche. Ma questo non cancella le domande che da anni attraversano il territorio, né il diritto dei cittadini a conoscere i rischi ambientali e a ricevere risposte chiare sulla tutela della salute. Non bastano le parole di circostanza. Servono monitoraggi ambientali costanti, controlli rigorosi, trasparenza sui dati sanitari e interventi concreti per bonificare le aree contaminate. Servono istituzioni capaci di ascoltare le comunità e di restituire ai cittadini la certezza di non essere lasciati soli. A Franca e Andrea va l’abbraccio sincero di chi comprende che nessuna frase può colmare l’assenza di un figlio. Alla comunità resta il compito di stringersi attorno alla famiglia e di trasformare il dolore in una richiesta ancora più forte di attenzione, prevenzione e responsabilità.

GIULIANO- Terra dei Fuochi, il dolore per la morte del piccolo Tommy di 6 anni riaccende l’attenzione sulla salute dei bambini
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