Oggi: 03 Set, 2026

SESSA AURUNCA – Flop e polemiche al Visioni City Festival, Sasso: “80mila euro per parlare alle sedie vuote”

1 anno fa

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A Sessa Aurunca il consigliere di opposizione Silvio Sasso attacca duramente l’organizzazione della kermesse culturale voluta dall’Amministrazione. “Evento gestito in famiglia, piazza deserta e risorse sprecate”


È Silvio Sasso, consigliere comunale di opposizione ed ex sindaco di Sessa Aurunca, a rompere il silenzio e accendere il dibattito intorno alla seconda edizione del Visioni City Festival. In un lungo post pubblico, Sasso smonta il racconto entusiasta fatto da alcuni esponenti della maggioranza, compreso il vicesindaco, definendo l’intera manifestazione “un flop evidente”.

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Per diverse ragioni avevo deciso di non intervenire o commentare la seconda edizione del Visioni City Festival”, scrive Sasso. “Ma poi le dichiarazioni assolutamente mistificatorie di qualche esponente del noto “cerchio tragico” e del Vice Sindaco in particolare mi hanno indotto a confutare l’auto decantato successo”. Secondo il consigliere, il festival ha segnato un passo indietro persino rispetto all’edizione precedente, già giudicata modesta. Il punto più critico è la scarsa partecipazione del pubblico. “La kermesse infatti è stata di fatto un flop con la platea quasi sempre vuota, in più di un momento addirittura imbarazzante“, scrive. Solo la serata conclusiva con lo scrittore Antonio Scurati “ha sfiorato l’occupazione di tutti i posti a sedere, ma sempre senza minimamente riempire la piazza”.

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Sasso punta il dito contro una gestione ristretta e chiusa: “La Città non ha accolto l’evento, poco pubblicizzato e gestito “in famiglia”, con fare escludente per il grande pubblico“. Poi il giudizio sull’impostazione culturale della rassegna: “Non sono stati corretti gli errori di un anno fa, quindi diabolicamente perseverando. In primis la confusione culturale, con momenti opposti, senza una visione e uno snodo conduttore. E poi un calendario con giorni e orari impossibili, tipo a mezzogiorno a quasi 40 gradi di un sabato e una domenica di luglio“. Ironizza anche sulle scelte organizzative, citando un film: “Quando non si manifestano nemmeno gli spacciatori di Poppe”. Non mancano parole di rispetto per gli ospiti: “Un progetto anche condivisibile, interessante soprattutto per chi segue l’editoria e il dibattito delle idee, ma pianificato male e gestito peggio, determinando l’umiliazione di pur ottimi personaggi costretti a parlare a una piazza semideserta“.

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E aggiunge un esempio concreto: “Il grande Maurizio De Giovanni, che attrae cento persone anche quando va a prendere il caffè al bar, ha invece parlato dinanzi a poche decine di presenti”. Al centro della polemica anche la questione economica: “l’Amministrazione spende tantissimo senza raccoglierne i benefici e senza realmente raggiungere gli obiettivi connessi“. Gli 80 mila euro spesi per la manifestazione, secondo Sasso, avrebbero potuto essere investiti in modo più utile: “Sarebbe stato più saggio comprare e regalare a centinaia, forse migliaia di ragazzi, i libri di quei “poveri” scrittori attirati nella trappola di piazza Castello“. Infine, un passaggio sul clima politico che si respira in città: “Non si sono visti con continuità nemmeno i soliti affezionati alle attività dell’Amministrazione, probabilmente per la tensione che da giorni cova dentro e fuori la maggioranza nei confronti di qualche assessore sempre più nel mirino anche dei suoi“. Sasso chiude con un giudizio netto: “Cala un sipario senza infamia e senza lode con code polemiche, bugie, propaganda e affannati commentatori. Alla fine, pur spendendo tanto con le tasche dei cittadini, la cultura, che resta una cosa seria e preziosa, non si compra e non si vende un tanto al chilo”.

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