
Non c’è solo l’ex sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, tra i nomi eccellenti finiti questa mattina in carcere. Tra i sedici destinatari delle misure cautelari spicca anche un personaggio noto nel Casertano: Raffaele Guida, conosciuto come “Lello il Sensitivo” di Santa Maria a Vico. Il blitz condotto dalla Guardia di Finanza, coordinato dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, ha portato all’arresto di politici, funzionari comunali, tecnici e imprenditori, tutti accusati a vario titolo di corruzione, peculato e turbata libertà degli incanti. Le indagini riguardano una serie di appalti pubblici assegnati dal Comune di Sorrento tra il 2022 e il 2024. Durante la conferenza stampa tenutasi nella sede della Procura, sono stati resi noti i dettagli dell’inchiesta e i nomi degli indagati. Per l’ex primo cittadino Massimo Coppola è stata disposta la custodia cautelare in carcere, confermata dal Tribunale del Riesame in una seconda ordinanza. Analoga misura per Guida, personaggio già salito agli onori della cronaca locale per le sue presunte “doti” paranormali, che ora si ritrova coinvolto in uno scandalo di ben altro genere.
Ecco l’elenco completo delle sedici persone raggiunte dalle misure cautelari:

- Massimo Coppola – ex sindaco di Sorrento
- Raffaele Guida, detto Lello il Sensitivo – originario di Santa Maria a Vico
- Vincenzo Sorrentino – ex consigliere comunale
- Danilo Amitrano – legale rappresentante della società “La Fenice”
- Filippo Di Martino – capo dell’Ufficio Tecnico Comunale
- Luigi Desiderio – tecnico comunale
- Mario Parlato – imprenditore
- Aniello Vanacore – imprenditore
- Luigi Todisco – imprenditore
- Raffaele Guarino – imprenditore
- Alessandro Di Domenico – imprenditore
- Donato Sarno – dirigente del settore Cultura
- Graziano Maresca – ingegnere comunale
- Martina Malvone – funzionaria comunale
- Maria Grazia Caiazzo – funzionaria comunale
- Gennaro Esposito – professionista coinvolto in appalti sospetti
Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero costituito un sistema ben rodato per manipolare gare pubbliche, favorire imprese “amiche” e drenare risorse pubbliche tramite atti illeciti, affidamenti diretti pilotati e sovrafatturazioni. Un meccanismo definito “strutturato e sistemico”, con epicentro nel Comune di Sorrento ma con ramificazioni anche in altri enti pubblici campani. Le indagini proseguono per accertare ulteriori responsabilità e verificare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti. L’inchiesta rischia di avere ripercussioni politiche e amministrative importanti per l’intera area della Costiera.

