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Pignataro Maggiore: dove la lentezza è virtù e la rinascita civica si fa… con calma.

6 mesi fa
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Tra deleghe ancora da assegnare, un capogruppo ancora misterioso e la nomina del nuovo amministratore della “Patrimonio” che tarda ad arrivare, l’amministrazione Palumbo procede a passo di lumaca. Intanto l’opposizione resta in silenzio, forse in letargo post-elettorale. La nuova amministrazione guidata da Giovan Giuseppe Palumbo procede con estrema lentezza. A più di un mese dall’insediamento, l’assetto politico-amministrativo della maggioranza è ancora vacillante: le deleghe sono state conferite, revocate e poi nuovamente assegnate, ma la questione più delicata resta irrisolta. La delega ai beni confiscati, vero baluardo di trasparenza e legalità, rimane scoperta: un segnale significativo in un Comune già colpito dallo scioglimento per camorra, difficile da interpretare come una semplice distrazione.
Permane uno stato generale di stallo, ulteriormente accentuato dalla mancata nomina, per il momento, del capogruppo di maggioranza, ruolo chiave per il corretto funzionamento del Consiglio comunale.
Le aspettative di chi confidava in una radicale “rinascita civica” si scontrano ora con la realtà: la tanto annunciata partecipazione popolare sembra evaporata, lasciando spazio a dinamiche di potere ormai consolidate e difficilmente scalfibili. Nel frattempo, le opposizioni, paradossalmente espressione della maggioranza numerica dei cittadini., rimangono silenti, forse perché non hanno ancora elaborato la scoppola elettorale o sono in periodo sabbatico fino alla prossima campagna elettorale. Se davvero una rinascita dovrà esserci, è evidente che, ad oggi, il suo cammino è segnato da un’inquietante lentezza e da troppe ombre irrisolte. E di sicuro Pignataro e Pignatatesi continuano a venire dopo.

mtk

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