Commercialmente e non solo le cose non vanno. Sessa Aurunca è sull’orlo del collasso. A lanciare l’allarme è Alberto Sullo, storico segretario della Confesercenti, che da oltre 50 anni rappresenta sul territorio il commercio ambulante e le piccole imprese. “Siamo stati esclusi da tutto”, denuncia con amarezza. “Promesse, solo promesse”. Sullo non si nasconde dietro le parole: “Non ci chiamano mai. Nessuna programmazione, nessuna condivisione. Un tempo, quando la politica si faceva con la ‘P’ maiuscola, si decideva insieme. Ora si fa tutto nel Palazzo, lontano dalla gente”. Uno degli esempi più lampanti della crisi è il mercato settimanale del giovedì. Un tempo fiore all’occhiello del commercio locale, oggi è ridotto a un’ombra di sé stesso: da 197 ambulanti si è passati a meno della metà. I motivi? I lavori infiniti del basolato su Corso Lucilio, finanziati con fondi PNRR e una gestione, secondo Sullo, che non tiene conto delle esigenze degli operatori né dei cittadini. “Oggi si vive sulle ali dell’entusiasmo, con spettacoli ovunque, ma a settembre torneranno i problemi veri: scuole, famiglie, commercio. E non si è programmato nulla”, continua Sullo. E lancia un monito preoccupante: entro fine anno, altre quattro o cinque attività sono destinate a chiudere. Fuori dal Palazzo, la gente discute, si lamenta, ma lo fa a bassa voce, quasi con rassegnazione. “Il difetto è l’omertà: i cittadini non sono ciechi né sordi, ma restano zitti. Dentro invece si va avanti con la solita politica vecchia, qualche taglio d’erba, due pulizie, qualche lavoro ordinario e via”. Il tutto mentre Sessa Aurunca arranca, stretta in un circolo vizioso di disinteresse e improvvisazione. “Panem et circenses all’infinito”, conclude Sullo, “spettacoli per tenere la gente tranquilla, ma nessuna visione di futuro, nessuna strategia. Il Palazzo ha l’aria condizionata, ma fuori la temperatura è bollente. E non solo per il clima”.



