Preoccupazione e sdegno da parte dell’ex sindaco di Formia, Paola Villa, dopo l’arrivo al porto commerciale di Gaeta di una nave carica di 35mila tonnellate di petcoke, un residuo altamente nocivo e cancerogeno derivato dalla lavorazione del petrolio. “Questa sostanza pulverulenta – denuncia Villa – è stata letteralmente cacciata da quasi tutti i porti italiani. Nei pochi scali che ancora la ricevono, lo sbarco avviene in modalità chiusa, per limitare la dispersione delle polveri. A Gaeta, invece, il carico viene movimentato ancora a cielo aperto, con le benne che trasferiscono il petcoke direttamente su camion”. Secondo l’ex prima cittadina, saranno 1.170 i mezzi pesanti che attraverseranno nei prossimi giorni la SS Flacca e poi la SS Appia, passando per Formia, diretti al deposito di Sessa Aurunca, situato nei pressi del fiume Garigliano. “L’amministrazione comunale di Sessa ha intenzione di fare qualcosa? Almeno mandare un team ispettivo, come si faceva un tempo, per garantire la sicurezza dell’area e contenere la dispersione delle polveri sottili nell’ambiente?. Ma non finisce qui. “Una parte del petcoke, secondo Villa, tornerà successivamente al porto per essere ricaricato su navi più piccole, dirette a Palermo, dove servirà ad alimentare una cementeria. “Poiché nei porti di Palermo e Termini Imerese lo sbarco di petcoke è vietato, la sostanza verrà scaricata a Porto Empedocle e da lì trasportata su strada fino al capoluogo siciliano. Un tragitto assurdo, dettato da interessi economici”. E conclude con amara ironia:
“Ma si sa… i soldi fanno apparire tutto diverso: diverso colore, diverso sapore, diverso odore… e anche il petcoke, magicamente, lo faranno sembrare meno cancerogeno di quello che è”.



