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Castel Volturno, ancora fiamme nell’Oasi dei Variconi: distrutta nella notte un’altra porzione di riserva

9 mesi fa
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Un altro incendio ha colpito l’Oasi dei Variconi, a Castel Volturno. Le fiamme sono divampate nella notte, poco dopo la mezzanotte. Un fronte di fuoco veloce, alimentato dal vento, ha bruciato una vasta porzione di vegetazione, lasciando dietro di sé cenere e silenzio. L’intervento dei Vigili del Fuoco e dei volontari della Protezione Civile è stato rapido ma complesso: ci sono volute oltre due ore per contenere il rogo e mettere in sicurezza l’area. I danni, però, sono gravi. La zona colpita era abitata da diverse specie di uccelli migratori. Ora è un campo bruciato. L’Oasi è da tempo al centro di una lunga serie di incendi. Negli ultimi tre mesi si sono già registrati altri episodi simili, con danni ai capanni per il birdwatching e ad altri punti chiave della riserva. Gli incendi sembrano seguire un copione noto: fuochi appiccati in punti strategici, di notte, con danni mirati. Una strategia che fa pensare a una mano dolosa. E mentre le autorità indagano, resta il dato di fatto: l’Oasi dei Variconi è vulnerabile e sotto attacco. Una zona protetta che continua a bruciare. Riconosciuta come zona umida di interesse internazionale, l’Oasi è un punto cruciale per la biodiversità del litorale domizio. Svolge un ruolo ambientale importante, regola il microclima e offre rifugio a molte specie animali e vegetali. Ogni incendio ne riduce la capacità di rigenerarsi. E ogni volta ci vuole tempo, fatica e impegno per ricostruire. Il WWF e associazioni locali chiedono da tempo un cambio di passo. Servono controlli continui, telecamere, presidio del territorio. Ma servono anche fondi, volontà politica e partecipazione.

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