
Officina 0823 lo aveva detto in tempi non sospetti: molti degli atti firmati da Marcello De Rosa durante la sua reggenza sarebbero stati annullati dal nuovo presidente. Non solo per ragioni politiche, ma anche, e soprattutto, per questioni di legittimità. A meno di 24 ore dall’assegnazione delle deleghe ai consiglieri provinciali, il presidente Anacleto Colombiano si trova a gestire il primo scossone. De Rosa, nominato vicepresidente, ha rifiutato l’incarico con una nota protocollata in Provincia. Parole durissime: “Non condivido la programmazione politica avviata da Colombiano“. Ma dietro la rottura non c’è solo lo scontro politico. C’è un nodo che Officina 0823 aveva già evidenziato: da facente funzioni, De Rosa avrebbe potuto gestire solo l’ordinario. Invece ha firmato provvedimenti straordinari, come la nomina del nuovo CdA di Terra di Lavoro Spa, il rinnovo dei contratti ai sorveglianti, la gestione della mobilità del personale, le modifiche all’orario di lavoro dei dipendenti. Decisioni che ora traballano, anche sotto il profilo giuridico. De Rosa spiega che c’era un accordo pre-elettorale per garantire continuità amministrativa. Ma secondo Colombiano, quella continuità non è più sostenibile. Si va verso un cambio di linea netta, con l’azzeramento delle decisioni prese nei mesi scorsi. “Se questo è il metodo, partiamo male” ha dichiarato De Rosa. Ma per molti, non si parte male: si parte, e basta. Dopo mesi di gestione straordinaria condotta da un presidente non eletto, la Provincia torna ad avere un vertice politico legittimato dal voto. E che adesso dovrà decidere se confermare, correggere o cancellare tutto ciò che è stato fatto nel frattempo.



