
In Campania tutti parlano di elezioni regionali a novembre. O almeno, tutti tranne uno: Vincenzo De Luca. La data ufficiale non l’ha mai detta. Intanto attorno a lui si fanno calcoli, ipotesi, scommesse. Ma la sensazione è una: De Luca sta aspettando il momento giusto per calare l’unica carta che può sparigliare tutto. Quella carta è la Legge Regionale n. 4 del 27 marzo 2009, articolo 1, che dice chiaramente: “Le elezioni del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale … si svolgono entro tre mesi dalla data della proclamazione degli eletti.”Ora, la proclamazione degli eletti nel 2020 è avvenuta il 13 ottobre. Novanta giorni dopo si arriva al 13 gennaio 2026. Ma se la scadenza non cade di domenica, si sposta alla domenica successiva. Risultato: si voterà il 18 e 19 gennaio. E a quel punto, altro che novembre. De Luca ha in mano la possibilità di arrivare fino all’ultima data utile. E conoscendo il personaggio, è difficile immaginare che non lo farà. Nel frattempo, dentro il Partito Democratico c’è chi preme per votare il prima possibile. Anche per archiviare in fretta il capitolo De Luca e cercare di tenere in piedi quel famoso “campo largo”, che largo non è mai stato davvero. Per loro, l’argomento era la legge statale: si dovrebbe votare entro 60 giorni dalla scadenza naturale della legislatura, cioè entro fine novembre. Ma c’è un dettaglio che cambia tutto: nessuno ha mai impugnato la legge regionale dei 90 giorni, quindi resta valida. E di fatto prevale. Così De Luca, che finora ha lasciato parlare gli altri, può restare in silenzio ancora un po’. Con la legge nel cassetto, pronto a tirarla fuori all’ultimo minuto. Perché il tempo, in politica, può cambiare tutto. E oggi, con l’aria che tira, forse è meglio aspettare domani.



