
Sono passati otto giorni dal gesto intimidatorio che ha colpito il consigliere di maggioranza Luca Sciarretta nella sua frazione di Corigliano. La notte dell’incendio della sua Fiat 500X, solo l’intervento di un vicino ha evitato che la situazione degenerasse. Oggi i Carabinieri continuano le indagini, supportati dalle telecamere presenti sul luogo, mentre l’automobile resta sotto sequestro. Un episodio da condannare a prescindere ma ancor di più perchè ha colpito una figura istituzionale del consiglio comunale guidato dall’Amministrazione Di Iorio. Infatti, ciò che più colpisce è il silenzio dell’esecutivo. Dopo otto giorni, nessuna reazione ufficiale da parte della maggioranza, a parte forse uno o due colleghi. Un silenzio che, di fronte alla gravità dell’accaduto, risulta incomprensibile. In momenti come questo, le istituzioni dovrebbero rispondere subito, con gesti concreti di vicinanza verso chi ha subito un attacco. Sarebbe bastata una parola di solidarietà, un segno di sostegno verso un uomo pubblico che ha ricevuto il consenso dei cittadini. Invece, le priorità dell’Amministrazione sembrano essere altre: spettacoli estivi, eventi legati allo show business, impegni di spesa, riunioni talvolta inutili, e persino la morte di personaggi famosi come Pippo Baudo. Di fronte a un gesto vile, il sindaco Di Iorio sembra aver scelto la politica dell’assenza piuttosto che quella della vicinanza. A volte, una semplice parola pubblica – anche solo un “non preoccuparti” – avrebbe avuto un peso enorme. Non si tratta solo di forma, ma di sostanza. Luca Sciarretta non è un cittadino qualunque: è un consigliere di maggioranza, una figura istituzionale che merita di sentirsi sostenuta da chi ricopre ruoli di responsabilità. Eppure, dai “magnifici e accoglienti” uffici comunali, nulla è arrivato. Un silenzio che alimenta il disincanto verso le istituzioni, la percezione di distanza tra chi governa e chi è governato. La crescita di una comunità non passa attraverso le parole altisonanti di esperti o laureati che circondano il primo cittadino, ma attraverso gesti concreti. Non servivano grandi dichiarazioni né azioni complesse: bastava un piccolo ma chiaro passo. Un semplice comunicato, ad esempio: “Il Sindaco condanna fermamente il vile gesto e esprime la solidarietà di tutta l’Amministrazione comunale.” Nulla di più. In questa occasione, il consigliere Sciarretta è sembrato più una pedina utile a raccogliere consensi che una persona da difendere con un gesto concreto. E questo è, senza dubbio, un peccato grave. Se davvero si vuole che un popolo cresca e si sviluppi, bisogna partire da un principio semplice: la solidarietà genuina non è un lusso riservato a certi momenti, ma un dovere quotidiano di tutte le istituzioni. Che figuraccia.



